40 SONO I NUOVI 20

40 sono i nuovi 20

Regia: Hallie Meyers-Shyer. Con: Reese Witherspoon, Michael Sheen, Candice Bergen, Lake Bell, Nat Wolff, Pico Alexander. Genere: Commedia, Sentimentale.  Durata: 97 min. Nazione, anno:  USA, 2017. Uscita: 12 ottobre 2017.

40 sono i nuovi 20

40 sono i nuovi 20 – SINOSSI
Alice
(Reese Witherspoon) è appena stata lasciata dal marito (Michael Sheen) e con le due figlie si è trasferita a Los Angeles, nella casa dove è cresciuta. La sera del suo quarantesimo compleanno incontra un ragazzo molto più giovane di lei che le farà riscoprire cose ormai dimenticate: l’innamoramento, le feste… e la libertà che non provava da tempo. La situazione si complica quando all’improvviso il suo ex marito decide di fare marcia indietro e le chiede di tornare insieme. Ora Alice deve scegliere tra la famiglia che ha sempre voluto e una nuova travolgente storia d’amore.

 

40 sono i nuovi 20 – RECENSIONE
“Perché sono qui?” è l’unica domanda lecita che può venire in mente a uno spettatore alle prese con la visione di 40 sono i nuovi 20. Questo è un film concettualmente sbagliato, legato a una visione puritana della vita talmente trumpiana e impregnata di mammismo che a un certo punto ho messo da parte l’invidia del pene, e ho iniziato a sperare che 40 sono i nuovi 20 si riferisse ai centimetri del cosiddetto gioiello di mamà dell’aitante Pico Alexander e non all’età della protagonista. Perché, Pico o non Pico, ai tempi di Youporn una 40enne divorziata fa più gola di una teen o di un bondage. E la canaglia nostalgia romantica che sopravvive solo nelle canzoni di Baglioni, gli occhi grandi e pieni di lacrime di una madre-amante alle prese col suo divorzio, fa veramente vomitare, e continua a gettare acqua al mulino dei sostenitori delle famiglie tradizionali che sottovalutano l’ingiusta cattiva stampa a cui è sottoposta la separazione.
Per dirla tutta, se questa è una commedia, siamo alla tragedia, perché in questo film non si trova un motivo per ridere. Da inserire nella categoria tempo rubato a Youporn.

 

Author: Raffaele Palumbo

Figlio non riconosciuto di Virginia Woolfe e Irvine Welsh, fu concepito nella peggiore toilette della Scozia la notte in cui il Muro di Berlino cadde nel Cielo Sopra Berlino. Ama scippare alle poste, fare l'aperivita fra Corso Como 10 e il Frida, trollare sul web. Dopo aver donato il fegato ai peggiori bar di Caracas si è laureato in Lettere Moderne all'Università Federico II di Kagoshima corrompendo tutti i prof. col frutto dei suoi scippi. Nella vita si occupa di tecnologia e umorismo. È bipolare. Non vede i refuusi.

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