ADDIO A DEAN JONES

Ci ha lasciato una vera leggenda Disney: è morto infatti Dean Jones, all’età di 84 anni, sconfitto dal morbo di Parkinson.

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E’ stato uno degli attori più prolifici dell’intera produzione disneyana “live”, soprattutto quella compresa nel periodo anni ’60 e primi anni ’70, ed è universalmente noto per aver interpretato Jim Douglas, il pilota di Herbie, la magica Volkswagen del ’63 nel cult Un maggiolino tutto matto (The Love Bug, 1968). Jones interpreterà altri due film della serie di Herbie – incluso un remake per la televisione nel 1997 – ma nella sua filmografia figurano altri classici Disney come F.B.I. – Operazione gatto (That Darn Cat!, 1965), Quattro bassotti per un danese (The Ugly Dachshund, 1966), Il fantasma del pirata Barbanera (Blackbeard’s Ghost, 1968), Un papero da un milione di dollari (The Million Dollar Duck, 1971) e Pistaaa… arriva il gatto delle nevi (Snowball Express, 1972).

Dopo il servizio militare nella Marina degli Stati Uniti durante la Seconda Guerra Mondiale, Jones si iscrisse all’università senza concludere gli studi, nel 1953. La sua vocazione d’attore e le sue abilità comiche furono notate dalla MGM che lo scritturò per un contratto in esclusiva senza però dargli ruoli consistenti:  dopo il debutto in un piccolo ruolo in Lassù qualcuno mi ama (1956), con Paul Newman, e ne Il delinquente del rock and roll (1957), con Elvis Presley, Jones per un periodo fu abbonato al personaggio del soldato. Affianca Gleen Ford nel 1958 nella commedia Il falso generale (1958), regia di George Marshall – un esperto nella commedia che iniziò con Stanlio e Ollio e continuò con Bob Hope e Jerry Lewis – e in ben due film di guerra con Frank SinastraInferno sul fondo (Torpedo Run, 1958), e Sacro e profano (Never So Few, 1959).

Mentre la Metro gli affida solo particine Jones decide di darsi al teatro: nel 1960 debutta a Broadway con Jane Fonda in There Was a Little Girl, seguito da Under the Yum-Yum Tree nel 1961 (portato sullo schermo assieme a Jack Lemmon due anni dopo). Raggiunse il successo con la situation comedy militare Ensign O’Toole (1962-1963), nella parte del protagonista. Trasmessi dalla NBC per una sola stagione e con 32 episodi, bastarono per essere notati da Walt Disney che decise di scritturare Jones come protagonista dei suoi film live action. Dal 1965 al 1978, Jones fu praticamente attore in esclusiva per zio Walt, raggiungendo così la popolarità mondiale.

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Non fu particolarmente brillante con le sitcom: Gli orsacchiotti di Chicago (1971-72), ambientato nel proibizionismo, durò una sola stagione prima che la CBS decise di cancellarlo. Herbie, the Love Bug (1982), la miniserie dedicata al maggiolino tutto matto, non arrivò neanche a cinque episodi.

La sua carriera ebbe così un arresto, e Jones per tutto il decennio degli anni ’80 limitò quasi totalmente le sue apparizioni. Nell’ultima parte della sua carriera Jones si ricreò nel personaggio che non aveva ancora interpretato: il cattivo. Ne I soldi degli altri (Other People’s Money, 1991), è protagonista della lotta finanziaria accanto a Gregory Peck e Danny De Vito, mentre in Beethoven (1993), è uno spietato veterinario. E sì, ha girato anche un film italiano: in A spasso nel tempo (1996), di Carlo Vanzina, è accanto a Boldi e De Sica..

Nel 1995 è stato insignito del premio Disney Legends, riservato a coloro che hanno contribuito al successo della Walt Disney Company. Ed è stato il giusto riconoscimento a colui che ci ha accompagnato nella infanzia nelle più strambe avventure disneyane, sempre interpretate con un tocco unico e leggero, ma soprattutto divertente. Alla fine, Jones è stato per la Disney il personaggio reale che finisce in situazioni incredibili – come trasformarsi in cane, per esempio – offrendo al pubblico il divertimento delle sue e nostre reazioni. Ora, Jones ha raggiunto Herbie nel paradiso delle fantasie disneyane.

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