ADDIO A MONICA SCATTINI

 

Abbiamo perso una grande attrice comica. Monica Scattini è morta oggi dopo una lunga malattia.

Aveva compiuto 59 anni lo scorso 1 febbraio, era nata a Roma ma con origini toscane profondissime – la mamma e la nonna fiorentine e il nonno di Prato – che le sono state utili per la sua formazione artistica tanto che il pubblico l’aveva identificata come la classica toscana benestante, un po’ snob, sempre con la sigaretta fra le dita, perfetta per le commedie ruspanti alla Vanzina; non a caso era spalla ideale del romano Maurizio Mattioli nella serie televisiva di un Ciclone in famiglia o di Christian De Sica, con il quale ha lavorato in Uomini, uomini, uomini (1995), in Simpatici e antipatici (1997) Vacanze di Natale 2000 (1999), e ne Lo zio D’America in televisione.

scattini1La sua è stata una lunga carriera di attrice soprattutto comica formatisi contro le volontà del padre Luigi, regista cinematografico. Come raccontò lei stessa, andò in America a studiare all’Actor’s Studio e si manteneva facendo la cameriera e la modella. Iniziò con piccoli ruoli in film di Maurizio Bolognini, Pupi Avati e persino di Francis Ford Coppola in Un sogno lungo un giorno (1982), recitò in Ballando ballando, di Ettore Scola (1983), Un ragazzo e una ragazza, di Marco Risi (1984), ebbe un ruolo consistente in Lontano da dove, di Stefania Casini e Francesca Marciano (1983), per il quale vinse il Nastro d’Argento come Migliore Attrice non protagonista, e venne affiancata ad un’altra toscana verace, Athina Cenci, nel capolavoro di Ettore Scola La famiglia (1987). Il personaggio della Scattini diventò quello della donna romantica frustrata, sognatrice quasi arrogante, perfetta per Mario Monicelli che la volle in Parenti serpenti (1992) o per Simona Izzo con i suoi Maniaci sentimentali (1994), per il quale vinse il David di Donatello come Miglior attrice non protagonista. Una caratterista bravissima al servizio di Dino Risi, i citati Scola e Monicelli, Giovanni Veronesi, De Sica, dei Vanzina, Carlo Mazzacurati, era una Signora della commedia che ci ha regalato il sorriso penetrante della donna che non ha problemi delle sue imperfezioni e ha la grinta di una attrice che ha insegnato cos’è la comicità in un periodo dove la volgarità la fa purtroppo da padrona.

Una vita per la commedia che si è spenta, davvero, troppo presto.

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