ADDIO PUBBLICO DI MERDA

 

È morto questa mattina il mitico Roberto “Freak” Antoni, frontman degli Skiantos. Insomma, i comici godono decisamente di pessima salute, ma stavolta Roberto ci ha voluto mettere del suo.

A chi gli faceva notare che gli Skiantos erano un gruppo proveniente dalla gavetta, rispondeva: “Se ci siamo fatti da soli? Più che altro ci siamo fatti da poco”. Sbeffeggiava i suoi stessi eccessi, ad anni luce dal politicamente corretto. Lui no, scorretto, sempre. Mai piacione a tutti i costi, come suoi illustri successori, le quali cifre stilistiche accarezzano gli anni che stiamo vivendo, in cui l’unico metro di misura, non per nulla, sembra essere quel contatore azzurrino che recita “mi piace”. Lui no, era contro, come cantava (anzi, urlava digrignando) in un suo celebre brano. Ma non contro corrente; a ben vedere, andare contro corrente è a sua volta una direzione. Lui era contro a prescindere, senza una meta, quasi a declinare, in chiave punk rock, quella vena anarchica di cui aveva ingravidato gli anni 70 il genio non addomesticabile di Georges Brassens. Il culmine, quella sera del 1977, quando gli Skiantos salirono sul palco senza suonare e si misero a cucinare spaghetti. Gli spettatori, letteralmente infuriati, presero a lanciare oggetti di ogni sorta e fu la stura all’ormai celebre frase: “Questa è avanguardia, pubblico di merda”. Roberto “Freak” Antoni se n’è andato a 59 anni, dopo una lunga malattia, anche questa irrisa da par suo: “Se non altro – aveva detto – grazie alla malattia ho smesso di drogarmi”. In questo modo ha riso in faccia al proprio destino, facendoci amaramente riflettere su un punto: non è tanto il vuoto lasciato da Roberto “Freak” Antoni a far calare un malinconico silenzio, quanto la consapevolezza che non esiste più un pubblico capace di comprenderlo fino in fondo.

Carlo Amatetti

Author: Carlo Amatetti

Carlo Amatetti è l'editore di Sagoma, casa editrice specializzata in comicità e humour. Combatte da sempre per l'idea che anche la comicità debba entrare a buon diritto nell'ambito della cultura. Sorprendendosi che si debba ancora farlo...

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