AL SEMAFORO CON PAPÀ: INTERVISTA A PAOLO JANNACCI

 

Francesco Mattana intervista Paolo Jannacci

Paolo Jannacci dal 2009 è anche un volto noto della TV. La carovana di Zelig lo ha arruolato come direttore d’orchestra e il pubblico ha modo di apprezzare l’altissima qualità del suo lavoro. Ora è nelle librerie Aspettando al Semaforo, un libro che racconta il padre Enzo con uno stile originalissimo: una carrellata di perle che rimangono impresse nella memoria. L’intervista di Francesco Mattana.

L’idea del libro quando è nata?

Il libro è nato da una proposta della casa editrice. Inizialmente si sono rivolti a papà, ma non aveva granché voglia di scrivere. Allora ho preso in mano io il progetto, con tutta la prudenza di chi per la prima volta si cimenta con la scrittura. Se il libro è andato in stampa è perché la Mondadori mi ha garantito mano libera, senza filtri o censure.

L’idea dei dialoghi surreali al semaforo è geniale, e restituisce perfettamente la personalità di Enzo

Era il modo migliore per far entrare il lettore nell’universo di Enzo, che solo a teatro si può vivere a pieno. Enzo è un battitore libero, e nei suoi discorsi racconta sempre qualcosa di profondo col filtro delle sue peculiarità umane e recitative

A proposito dei discorsi di Enzo, sappiamo che in alcune occasioni il pubblico si è lamentato di non capire una parola…

Pochissime occasioni a dire il vero. Mi viene in mente un tizio particolarmente maleducato che durante il concerto gridò “Siamo venuti qui per ascoltare musica”. Allora io per stare al gioco ho attaccato una polka. Ebbene, il pubblico voleva linciare quell’uomo, a dimostrazione del fatto che chi va a sentire Enzo si diverte a entrare nel suo immaginario

Qual è il primo ricordo nitido che hai di Enzo?

Io bambino piccolissimo che osservo lui al piano, mentre prova col suo registratore. Un’immagine che mi aveva colpito moltissimo

Quando hai deciso di cominciare con la musica tuo padre ha opposto resistenza?

Resistenza no, ma sicuramente era titubante come tutti i padri che vogliono il meglio dai figli, e temono che si possano far male. È una scelta che ho fatto a 17 anni.

Le cinque canzoni di Enzo che porteresti con te in un’isola deserta?

E Allora Concerto, Musical, Si Vede, Uè, Sunt Chi, Ti Te Se No

Il disco in assoluto più bello di tuo padre?

Dal punto di vista della resa qualitativa senz’altro Milano 3-6-2005, un disco recente in cui con papà abbiamo recuperato il suo repertorio in “lingua” milanese. Un vero gioiellino di cui andiamo fieri tutti, me compreso che come arrangiatore ho dato in quell’occasione davvero il meglio

Ormai fai parte da anni del cast di Zelig. La consideri un’esperienza positiva?

Senz’altro. È una trasmissione prodotta e diretta bene, in cui la politica non mette il becco suggerendo delle direttive. Poi Bisio è un amico vero, e sia io che Enzo teniamo molto a lavorare con persone pulite.

Sappiamo che in questo momento Enzo è in condizioni di salute un po’ precarie. Pensi che lo rivedremo in concerto?

Mi sto impegnando per fargli fare qualcosa in studio. Certo in questo momento ha la schiena a pezzi, non è davvero in condizioni di dare il meglio né in studio né sul palco. Ma ho buone speranze. Del resto Enzo è uno che spiazza: chi poteva immaginare di trovarlo, poco prima di Pasqua, al fianco di Fo e Celentano a Palazzo Reale, a cantare El Purtava i Scarp del Tennis. Non lo sapevo nemmeno io di questo evento, figurati un po’

La notizia della morte di Lucio Dalla come l’ha presa?

Male. Non è intervenuto pubblicamente perché papà è una persona molto sensibile, e ha ritenuto che ogni commento sarebbe risultato ridondante. Non erano amici ma si stimavano molto. Ciascuno conosceva il valore dell’altro, e dalla bocca di papà sono sempre uscite parole di stima nei suoi confronti

 

 

 

Author: Francesco Mattana

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1 Comment

  1.  

    ciao paolo, ho conosciuto tuo padre enzo in sardegna al romazzino, io e mia moglie eravamo in viaggio di nozze. nel giugno del 1971 era in voga la canzone ”messico e nuvole” e quando ho incontrato tuo padre gli ho detto: noi ci siamo sposati in chiesa e poi abbiamo fatto una nuotata insieme canticchiando messico e nuvole, la faccia triste dell’america………
    mia moglie ha fatto amicizia con tua madre che era incinta di circa cinque mesi e doveva nascere il figlio a settembre 1971.
    dalla tua biografia risulta che sei nato il 5 settembre del 1972…..
    hai un fratello maggiore un anno?
    siamo molto dispiaciuti della scomparsa di tuo padre, ti siamo vicini con il nostro affetto e ti auguriamo una vita piena di successi.
    cari saluti pietro e isabella sala