AMORE, CUCINA E CURRY

 
Amore, cucina e curry - recensione

Amore, cucina e curry – recensione

Direttamente dalle tasche di Oprah e Spielberg, Amore, cucina e curry è il film più romantico e appetitoso dell’anno

Regia di: Lasse Hallström. Interpreti: Helen Mirren, Om Puri, Manish Dayal, Charlotte Le Bon, Michel Blanc Titolo originale: The Hundred-Foot Journey Genere: drammatico. Durata: 122 min. Nazione, anno: India, Emirati Arabi, USA; 2014. Uscita: 9 ottobre 2014.

AMORE, CUCINA E CURRY – SINOSSI E RECENSIONE

AMORE, CUCINA E CURRY – SINOSSI

Dopo aver perso tutto nell’incendio che ha provocato la morte della madre, Hassan (Manish Dayal) e la sua famiglia decidono di lasciare Mumbai alla volta dell’Europa. Ma poiché a Londra “i pomodori non hanno un’anima” e quelli di Saint-Antonin-Noble-Vai apparentemente sì, la famigliola decide di stabilirsi in Francia. Nel delizioso paesino il padre del ragazzo (Om Puri) si innamora di un vecchio rudere e decide di trasformarlo nel nuovo ristorante di famiglia. Peccato che dall’altro lato della strada sorga il ristorante di Madame Mallory (Helen Mirren), titolare di una stella Michelin, pronta a tutto pur di evitare la concorrenza. Ma dopo una guerra senza esclusione di colpi combattuta soprattutto nel locale mercato ortofrutticolo, il talento di Hassan in cucina cambierà la vita di tutti…

AMORE, CUCINA E CURRY – VI DICIAMO LA NOSTRA

Tanto per cominciare, siamo proprio sicuri di volerlo considerare un film drammatico? Io faccio il mio lavoro e vi riporto le cose come vengono segnalate dai canali ufficiali, ma proprio come la vita – non smetterò mai di ripeterlo – anche i film spesso sono difficili da classificare. Qui abbiamo due coppie che si scoprono innamorate a colpi di mestolo: i due vedovi attempati – sua maestà Helen Mirren (che venererò sino alla morte) e l’altrettanto bravo Om Puri (protagonista di quel gioiellino chiamato East is East) – che aggiungono pepe al film con le loro scaramucce, mentre i giovani Manish Dayal (quegli occhioni secondo me li rivedremo presto, care signorine in ascolto) e Charlotte Le Bon (deliziosa creatura, ma un po’ troppo magra: nemmeno quando interpretava una vera mannequin in Yves Saint Laurent era così scheletrica… un affronto, in un film che illustra le gioie del cibo!) si seducono tra una besciamella fatta come dio comanda e un picnic immersi nel verde… quindi siamo senz’altro in zona “commedia sentimentale”, per i miei modesti gusti di spettatrice media. E la storia è raccontata con il tocco delicato che da tempo apprezzo nel regista.

Visto che lo abbiamo citato, pare che Lasse Hallström sia stato accusato di aver fatto una copia carbone di Chocolat. Io non sono d’accordo. E, anche se fosse, è la riprova che questo attraente signore svedese sa come filmare il cibo e trasmetterne il potere taumaturgico, romantico, sensuale… perché “i sapori sono memoria”, come dice più volte Hassan, e un qualunque piatto avrà sempre la sua storia da raccontare. E anche se lo fa con immagini indubbiamente patinate, secondo me è così che va filmato il cibo a scopo narrativo. E poi non è che Lasse è stato pagato per cambiare la storia del cinema, lo hanno chiamato per farvi passare due ore piacevoli e spensierate. E in questo senso, missione compiuta.

Insomma, se ancora non lo avete capito, non smetterò mai di consigliarvi film che parlano di cibo, perché è un meraviglioso collante naturale dei rapporti umani. E come diceva suor Germana, il cuore è vicino allo stomaco. Quindi, cari maschietti, per una sera portate pazienza e fate felici le fidanzate con un film romantico e appetitoso. E se non vi viene l’acquolina in bocca neanche una volta, allora vuol dire che siete alieni.

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Author: La Tradi

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