ANELANTE

 

ANELANTE

Di: Antonio Rezza e Flavia Mastrella; con: Antonio Rezza; e con: Ivan Bellavista, Manolo Muoio, Chiara A. Perrini, Enzo Di Norscia; (mai) scritto da: Antonio Rezza; habitat di: Flavia Mastrella; assistente alla creazione: Massimo Camilli; disegno luci: Mattia Vigo; organizzazione: Stefania Saltarelli; macchinista: Andrea Zanarini. Genere: Opera d’Arte per Performer e Spazio Scenico; durata: 90 min.

‪#‎PROMOZIONE RISERVATA AI LETTORI DI SAGOMA COMEDY‬: biglietti a €16.50 (invece di € 30,50) per le repliche milanesi al Teatro Elfo Puccini da mercoledì 17 a domenica 21 febbraio scrivendo (data, nome, cognome, n. di posti e tel. con oggetto “promo FB SAGOMA ANELANTE”) a biglietteria@elfo.org

ANELANTE – SINOSSI E RECENSIONE

“Anelante è uno spettacolo formidabile, fantastico… non come genere ma come aggettivo per definirlo. Un’esperienza estrema, per chi lo fa e per chi lo vede” (A. Rezza)

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Non è una cosa semplice! Questo è ciò che abbiamo pensato lo scorso luglio, quando si sono accese le luci al termine di una delle numerose prove semi-generali di Anelante, presso lo spazio artistico di Nettuno. Abbiamo pensato che non sarebbe stato semplice mettere in scena tutti gli spunti, i movimenti, gli argomenti, i simboli, i riferimenti, tutta la fisicità e tutte le parole espresse in quella prova. Tanto più con cinque attori in scena (quattro più il protagonista), assoluta novità per gli spettacoli targati Rezza-Mastrella. Abbiamo pensato insomma che estrarre elementi utili da quel brodo primordiale di idee e azioni e combinarli in un unica performance di un’ora e mezza sarebbe stato molto, molto difficile. E questi pensieri ci hanno accompagnato fino allo scorso novembre, quando abbiamo assistito al debutto nazionale di Torino. È stato lì, dopo i primi minuti, che tutto si è rimesso a posto e che il micidiale meccanismo scenico ideato, messo a punto e perfezionato negli anni dai due artisti romani, si è ancora una volta innescato sotto i nostri occhi: spiazzante, lucido, drammatico, preciso, sorprendente, delirante, ipnotico e irresistibilmente comico.

Anelante, lo avrete capito, è il nuovo spettacolo di Antonio Rezza e Flavia Mastrella, spettacolo che a nostro avviso costituisce una tappa fondamentale e, insieme, un’evoluzione del loro particolare progetto artistico, iniziato nella seconda metà degli Anni Ottanta e portato sempre più alle estreme conseguenze. Nella scenografia, questa volta decisamente essenziale, creata da Flavia Mastrella, si muovono i corpi di cinque attori, che galleggiano nell’unico, denso oceano di parole creato dal principale di essi. Nuotano, vi si immergono e ne riemergono, a volte interamente, altre volte a pezzi, offrendo se stessi anche come oggetti di scena. Il tutto appare irreale, spesso dilatato all’inverosimile nella forma nel contenuto e e nei tempi: parole semplici, frasi consuete, modi di dire quasi banali si mescolano con formule matematiche e interpretazioni originali del pensiero freudiano.

Gli elementi si scombinano e si riassemblano, scompaiono e ricompaiono nel flusso ininterrotto delle parole e delle azioni, generando qualcosa di inizialmente fastidioso ma che diventa un attimo dopo necessario, qualcosa che è talmente irreale da risultare l’unica realtà possibile in quel luogo, in quel momento.
Perché ad Antonio Rezza e Flavia Mastrella forse non interessa fornire un’interpretazione della realtà attraverso le forme e un linguaggio conosciuti, ma usare pezzi di forme e di linguaggi per creare una realtà nuova e tanto più credibile. In questo senso si comprende come non temano di sfidare le regole non scritte della comunicazione teatrale: laddove si richiederebbe una pausa breve, ce ne mettono una lunghissima; nei momenti in cui si sentirebbe il bisogno di rallentare, accelerano all’inverosimile; dove ci si aspetterebbe un passaggio quasi interlocutorio, indugiano per un tempo insopportabilmente lungo.

A loro non interessa la comunicazione, bensì l’espressione. Perché solo trasgredendo alle regole di comunicazione, attraverso la ricerca dell’espressione totale, si può sperare di inventare una nuova realtà. In questa realtà inedita il pubblico stesso sente dopo poco la necessità di abbandonarsi, trovando proprio nelle “frasi consuete”, vere e proprie scialuppe di salvataggio per non annegare e negli “oggetti animati di scena” una bussola e dei remi per orientarsi e poter navigare liberamente.

Antonio Rezza, invece, in questo habitat si trova sempre più intrappolato e, nello stesso tempo, sempre più a suo agio: le sue nevrosi di uomo che si muove e parla, che non può smettere di muoversi e di parlare, che si muove e parla continuamente, anche quando si muovono e parlano gli altri, diventano la nevrosi di un’intera società.

Abbiamo visto pezzi di Anelante durante una delle prove generali, poi al suo debutto, al Teatro Astra di Torino, quindi a Roma, al Teatro Vascello. E abbiamo fatto bene. Perché Anelante, come quasi tutti gli spettacoli di Antonio Rezza e Flavia Mastrella, te lo dovresti guardare e ascoltare almeno due volte per farti assorbire e per assorbire almeno un po’ del suo contenuto: la prima volta magari tutto d’un fiato, la seconda più lentamente. È un’esperienza di quasi un’ora e mezza, a bordo di una macchina talmente oliata e perfetta nei suoi ingranaggi e talmente piena di spunti, idee, immagini, contenuti e riferimenti che, nell’immediato potrebbe risultare tanto fastidiosa e destabilizzante quanto pericolosamente divertente e affascinante. Decidere per l’una o l’altra cosa, la prima volta, è compito molto difficile, tant’è che alla fine ci si alza mantenendo entrambe le impressioni.

Maggiori info:
Anelante è prodotto da TSI La Fabbrica dell’Attore Teatro Vascello e dalla Fondazione TPE ed è in tournée in questi mesi in tutte le città italiane (prossime date a Milano, dal 17 al 28 febbraio, al Teatro dell’Elfo).

Matteo Andreone

Author: Matteo Andreone

Matteo Andreone è un attore, autore, regista e docente di teatro comico, co-fondatore dell'Accademia Nazionale del Comico. Da anni studia, applica e insegna Humour Strategies per la formazione e lo sviluppo delle risorse umane come membro dell'International Society for Humor Studies. Ha pubblicato per Rizzoli, Dino Audino e Sagoma.

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