ANNA MARCHESINI, CHE DONNA, CHE RIDERE

 

La notizia è giunta poche ora fa, e ci ha rattristato moltissimo: Anna Marchesini è morta oggi, all’età di 63 anni. Era malata da tempo di artrite reumatoide.

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Negli ultimi anni Anna Marchesini era diventata – suo malgrado – l’immagine di donna coraggiosa, eternamente ottimista, a fronte di una malattia terribile che la stava visibilmente provando. Ma chi scrive non vuole parlare di questo, i ricordi volano agli anni ’80, quando lei, in team comico con Massimo Lopez e Tullio Solenghi, era protagonista degli sketch televisivi più esilaranti, corpo di personaggi memorabili (la signorina Carlo, la ciecata, ve la ricordate?), e di voci che facevano ridere da matti.

Perché, come disse Federico Fellini, la Marchesini era “una grande comicarola”.

Diplomata all’Accademia di Arte Drammatica Silvio d’Amico nel 1976, la Marchesini si fece le ossa con il teatro impegnato – ancora allieva, debuttò con Tino Buazzelli nello spettacolo “Il Borghese Gentiluomo” – fra Anton Čechov, Barbieri di Siviglia e Fantasmi dell’Opera, ma soprattutto nelle salette di doppiaggio, dividendosi fra i cartoni animati e alcuni ridoppiaggi dell’attrice Judy Garland. È durante il doppiaggio del cartone Supercar Gattiger (1981) che conosce il baffuto Massimo Lopez, voce del professor Kabuki. Fra di loro scatta un’intesa immediata, un cazzeggio comune che la Marchesini si ricorderà quando, un anno dopo, le viene proposta una trasmissione radiofonica su RadioDue: Hellzapoppin. Anna si ritrova in coppia con un giovane Tullio Solenghi, già noto in TV per aver partecipato a Luna Park (1979) e promosso dalla sede genovese della RAI come conduttore di questo varietà radiofonico. Lo straordinario “Trio” composto da Solenghi-Lopez-Marchesini vedeva così la luce, fra il gioco delle imitazioni – Mike, il Papa, Agnelli, Pertini – e i dialoghi totalmente surreali, formandosi con i primi sketch che faranno in televisione nel loro debutto, Tastomatto (1985).

Conducono Romina Power e Pippo Franco, ma il pubblico va in delirio per questi tre, completamente fuori di testa. Nascono le loro irresistibili parodie, i Telegiornali, i quiz di Mike senza controllo, i doppiaggi (famosi Reagan e Gorbaciov che parlano alla maniera di Stanlio e Ollio, o Margaret Thatcher con la voce della Marchesini). Subito vengono infilati nella Domenica In del 1985, 37 puntate che a valanga portano il Trio a imporsi sul grande pubblico grazie alle loro parodie dei processi in TV e delle telenovelas (“Pedro, bevi qualcosa”), e alle loro straordinarie imitazioni (la Lollobrigida, su tutte).

Non sfuggono all’occhio vigile di Pippo Baudo che li vuole a Fantastico 7 (1986), l’edizione che scatenò moltissime polemiche, fra Beppe Grillo che spara un monologo su Craxi e i socialisti in Cina (“Se qui sono tutti socialisti, a chi rubano?”), e il nostro Trio che una sera apre con uno sketch esilarante: l’incontro fra Reagan e Khomeini, accompagnato dalla mamma, la “Sora Khomeines”. La satira è forte e il pubblico ride a crepapelle. Ma il giorno dopo apriti cielo scoppia una polemica incredibile perché l’Iran si ritiene offeso dall’imitazione. Tutto si sgonfia presto ma provate a cercare quello sketch: è rimasto congelato negli archivi. Baudo impallidisce ancora oggi al pensiero di quel Fantastico, ma per il Trio è successo assoluto. Nel 1987 ricevono il Telegatto come rivelazione dell’anno, con la coincidenza da ridere che ad assegnarglielo è Mike Bongiorno. Massimo Lopez non riuscì a trattenersi e ne esce uno sketch esilarante.

Con il forte desiderio di ottenere una maggiore credibilità artistica e, diciamolo, anche di rinforzare la propria identità, il Trio vuole debuttare anche a teatro. Nel 1987 sfornano Allacciare le cinture di sicurezza, una parodia di Cechov che registra record di incasso e di spettatori. Passano al Festival di Sanremo nel 1989, e di nuovo si scatenano polemiche per una imitazione di San Remo che fa Solenghi: blasfemi, è l’accusa. Un’altra polemica che si sgonfia presto ma che influisce sul controllo dei testi dei loro sketch.

Prima che la Rai diventasse stretta, il Trio sfida l’allora presidente – Biagio Agnes – per il passo più importante della loro carriera, una parodia dei Promessi sposi a puntate.

Il braccio di ferro lo vince il Trio. Nel 1990 vanno in onda le cinque puntate di una delle più incredibili parodie che la tv italiana abbia mai trasmesso, ripagate con un successo enorme (ascolto medio di 13 milioni di spettatori, con picchi di 17) e, ancora, polemiche e grida di lesa maestà. Manzoni avrebbe accettato Renzo con la radio sottobraccio o la Pantera Rosa che indaga nel convento della Monaca di Monza?

Con alle spalle tutta questa carriera, il Trio fatica a tornare in tv (abbandonano Viva Colombo, condotto da Biscardi nel ’91, perché la loro imitazione di Cossiga non piace ai funzionari) e si rifugia nuovamente in teatro.
In principio era il trio debutta nel 1990: racconta la storia di una coppia che, desiderosa di avere un bambino, decide di rivolgersi a un’agenzia di affidamento, ritrovandosi in casa un geometra di 43 anni. Rimarrà nella storia la cameriera Secca, un monologo esilarante della Marchesini, e la sequenza del funerale, usata dal Trio per ironizzare sui luoghi comuni. Trasmesso in tv nel 1993, fu uno degli ultimi fuochi del Trio. Desideroso di una carriera solista, Lopez lascia Tullio e Anna che di fatto rimangono in coppia per poco (firmano e interpretano la fiction “La Rossa del Roxy Bar”, 1995), fino allo scioglimento definitivo.

La Marchesini, diventata mamma, decide di rallentare i ritmi e nel 1998 interpreta uno spettacolo intitolato significativamente “Parlano da sole”, che riempie il Teatro Olimpico di Roma e registra affluenze record. Nello stesso anno torna in tv a “Quelli che il calcio”, “La posta nel cuore” e al Festival di San Remo, conduzione Fabio Fazio. Propone personaggi storici, come la signorina Carlo, la Lollobrigida, e nuovi come la irresistibile sessuologa Merope Generosa.
Torna al doppiaggio, prestando – bravissima e virtuosa – la voce a Yzma ne Le follie dell’Imperatore della Disney (2000).

All’alba del Duemila, la Marchesini si concede al teatro. Nel 2001 interpreta dieci personaggi nello spettacolo “La cerimonia del massaggio”, di Alan Bennett, seguito nel 2005, da “Le due zittelle” di Tommaso Landolfi, rielaborando un monologo comico di ben 15 personaggi differenti. Durante le repliche di quest’ultimo, la Marchesini si ammala di artrite e cancella le date.

Nel 2008 il favoloso Trio si riunisce per il programma Non esiste più la mezza stagione (2008), tre puntate nelle quali ripercorrono le tappe più importanti della loro carriera.

Negli ultimi anni la Marchesini ha cominciato a insegnare recitazione alla Silvio D’Amico, proprio lei che fu bocciata all’esame di ammissione prima di essere ammessa, ed è apparsa sporadicamente dall’amico Fazio nel suo Che tempo che fa. Sempre con la sua classe e la sua ironia distaccata, minimizzava la sua malattia, anche per non far dimenticare alle persone che lei è stata una delle più grandi attrici comiche di sempre, e che molte delle generazioni venute dopo – come Paola Cortellesi, Virginia Raffaele – devono ad Anna Marchesini molto, moltissimo.

E noi, come umili spettatori, vogliamo solo dirle grazie, per le risate e la sconvolgente scoperta di un talento unico di una grande comicarola, come diceva Fellini.

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