ANOMALISA

 

ANOMALISA

Titolo originale: Anomalisa. Regia: Charlie Kaufman e Duke Johnson Interpreti: Jennifer Jason Leigh, David Thewlis, Tom Noonan SCENEGGIATURA: Charlie Kaufman Durata: 90 min. Nazione, anno: USA,  2015. Uscita: 25 febbraio 2016.

ANOMALISA – SINOSSI E RECENSIONE

SINOSSI Michael, oratore motivazionale ed autore del libro “Come posso aiutarti ad aiutarli?”, si trova a Cincinnati per una conferenza. Nell’albergo in cui soggiorna incontrerà Lisa, ragazza particolare ed anomala rispetto alle altre donne della sua vita, di cui si innamorerà a prima vista.

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ANOMALISA – VI DICIAMO LA NOSTRA

Anomalisa è un film di animazione delicato, equilibrato, poetico e molto profondo di Charlie Kaufman e Duke Johnson, premiato col Gran Premio della Giuria alla Mostra del Cinema di Venezia e candidato agli Oscar 2016. Charlie Kaufman, per chi non lo conoscesse, ha all’attivo come regista il cervellotico Synecdoche, New York, ed è stato sceneggiatore di Essere John Malkovich e di Se mi lasci ti cancello (Premio Oscar per la miglior sceneggiatura nel 2005). Come nel film precedente di Kaufman, l’originalità è la vera protagonista della pellicola, sia nella forma che nel contenuto. Dal punto di vista stilistico, infatti, le vicende di Michael e Lisa prendono piede in una Cincinnati riprodotta con la tecnica d’animazione dello stop motion, che riesce a sfumare molto velocemente dalla realtà più materiale alla fantasia più onirica. I disegni dei personaggi, volutamente artefatti e addirittura con i ricavi delle maschere in bella mostra, arrivano lì dove le parole non possono e completano, nella loro complessità, il canovaccio narrativo. Kaufman ci dimostra che non esiste un buon film senza una buona scrittura alla base, infatti l’opera trova scorrevolezza ed equilibrio nei dialoghi, raggiungendo un perfetto baricentro tra tragedia e commedia. Le risate, non moltissime a dire la verità, ma sincere e di qualità, svolgono splendidamente l’arduo compito di bilanciare un soggetto profondo che fa riflettere. I personaggi infatti, tranne Michael e Lisa, hanno tutti la stessa faccia, o maschera, e soprattutto la stessa voce (nella versione originale di Tom Noonan). Passano, quindi, attraverso lo schermo disegnato splendidi messaggi di unicità, di perdita di interessi e di valori, ma soprattutto di amore, quello autentico che permette di riconoscere la persona amata da un dettaglio inutile in mezzo a una moltitudine di simili. La vera chicca interpretativa, però, la suggerisce lo stesso regista attraverso il nome dell’hotel in cui soggiorna il protagonista, Hotel Fregoli.

Leopoldo Fregoli è stato ad inizio ‘900 un noto trasformista ed attore italiano, a cui è legata una rara malattia mentale chiamata, appunto, sindrome di Fregoli. Questa sindrome psichiatrica è caratterizzata dal delirio di persecuzione da parte di un individuo, che, ogni volta, appare con una fisionomia diversa.
Più di tutto, ci si chiede se con un mezzo così semplice e diretto come un cartone animato si possano trattare temi come la crisi di valori di un individuo e di una società, l’amore, il sesso e, soprattutto, se tutto ciò può essere fatto usando come espediente narrativo una malattia mentale. La risposta a questa domanda è assolutamente sì, ma solo se a metterci le mani è un cantastorie di talento come Charlie Kaufman.

 

Author: Marco Etnasi

Scrittore in erba e redattore è appassionato dell'arte in tutte le sue manifestazioni. È fortemente convinto che ogni momento che passa senza un risata è un momento sprecato e per questo cerca, spesso invano, suo malgrado o cadendo in modo goffo, di convincere chi gli sta accanto dell'importanza della comicità.

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