ALBANESE ANTONIO

 

All’anagrafe: uguale…
Data di nascita: 10-10-1964
Luogo di nascita: Olginate (LC)
Oggi: Attore, regista e scrittore
Curiosità: Nel 2009 ha esordito alla regia dell’opera buffa di Donizetti Le Convenienze ed Inconvenienze Teatrali alla Scala di Milano.

La battuta: I giovani, non mi stancherò mai di dirlo, sono un problema e non una risorsa

Fa ridere perchè:

Coglie al volo i tic dei personaggi da ribalta televisiva e li rende parodia di una condizione generale dell’animo. Con una fisicità dirompente, i suoi personaggi hanno dato vita a tormentoni esilaranti. Ha studiato e seguito l’ispirazione della comicità che, grazie a lui, ci addolcisce le supposte di realtà.

Biografia di Antonio Albanese

Nord e Sud si uniscono in una sola persona e si frantumano in una serie di personaggi paradossali e irresistibili, che mettono a nudo i vizi e le manie di un intero Paese. Questo capolavoro di versatilità è Antonio Albanese, uno degli attori italiani più amati degli ultimi anni. Nato a Olginate, un piccolo centro del profondo Nord, da genitori delle Madonie, in Sicilia, inizia presto a lavorare come operaio, ma altrettanto presto capisce di avere qualcosa dentro che ha bisogno di esplodere: è la sua passione per la recitazione, che lo porta a frequentare la Civica Scuola d’Arte Drammatica di Milano. L’esordio è nel cabaret, sul palco dello Zelig, mentre il solito Maurizio Costanzo Show lo lancia nell’empireo catodico, prima di Su la Testa! (1992) con Paolo Rossi. Il successo arriva folgorante con Mai Dire Gol della Gialappa’s. Albanese confeziona e interpreta personaggi indimenticabili come il timido Epifanio, l’insopportabile Alex Drastico, il telecronista tifoso del Foggia Frengo e Pier Piero, il giardiniere gay e interista di Berlusconi. Tutti personaggi che faranno ancora capolino negli spettacoli teatrali degli anni successivi. Ma Albanese non ha dimenticato la sua vocazione drammatica, che si esprime al cinema. L’esordio è con Un’Anima Divisa in Due (1993) di Silvio Soldini, seguito dal dolce amaro Uomo d’Acqua Dolce (di cui è anche regista), da Alleluia, Alleluia… Correva l’Anno 999 e Vesna Va Veloce (tutti datati 1996) di Carlo Mazzacurati. Un altro film di Mazzacurati, La Lingua del Santo (2000) gli vale una nomination come miglior attore protagonista ai Nastri d’Argento. Tra televisione, teatro e grande schermo, la carriera di Albanese non conosce soste. Dopo Cielito Lindo (1995), Comici (2000) e Non c’è Problema (2003), nel 2005 torna sugli schermi di Mai Dire Lunedì con nuovi personaggi. Quello stesso anno ottiene un grande successo con il film di Pupi Avati La Seconda Notte di Nozze, interpretato insieme a Katia Ricciarelli, che gli vale la nomination ai Nastri d’Argento e ai David di Donatello. Dopo Manuale d’Amore 2 (2007), l’attualissimo Giorni e Nuvole (2007) e Questioni di Cuore (2009), il 2011 lo vede tornare con Qualunquemente, trionfo di uno dei personaggi nati a Mai Dire Lunedì: Cetto La Qualunque, politico repellente, disonesto, volgare e sgrammaticato. Di lui Albanese dirà: “Di questi tempi sembra un moderato”. Esperienza che ripeterà nel 2012 con Tutto Tutto Niente Niente. In mezzo, tanto per gradire, un ruolo neanche male con Woody Allen. Dici niente.

Filmografia di Antonio Albanese

  • L’abbiamo fatta grossa (2015)
  • La sedia della felicità (2013)
  • L’intrepido (2013)
  • Tutto tutto niente niente (2012)
  • To Rome with Love (2012)
  • Qualunquemente (2011)
  • Questione di Cuore (2009)
  • Giorni e Nuvole (2007)
  • Manuale d’Amore 2 (Capitoli Successivi) (2007)
  • La Seconda Notte di Nozze (2005)
  • È Già Ieri (2004)
  • Il Nostro Matrimonio È in Crisi (2002)
  • La Lingua del Santo (2000)
  • La Fame e la Sete (1999)
  • La Gabbianella e il Gatto (1998)
  • Tu Ridi (1998)
  • Dead Train (1997)
  • Vesna Va Veloce (1996)
  • Alleluia, Alleluia… Correva l’Anno 999 (1996)
  • Uomo d’Acqua Dolce (1996)
  • Un’Anima Divisa in Due (1993)
Carlo Amatetti

Author: Carlo Amatetti

Carlo Amatetti è l'editore di Sagoma, casa editrice specializzata in comicità e humour. Combatte da sempre per l'idea che anche la comicità debba entrare a buon diritto nell'ambito della cultura. Sorprendendosi che si debba ancora farlo...

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