BILL MURRAY E IL TELEFONO

 

Bill Murray, Iron Man e le telefonate perse.

Se Bill Murray rispondesse al telefono con una frequenza maggiore, il suo nome sarebbe sui cartelloni di un sacco di film, perché uno come lui, oggi, è praticamente impossibile da trovare. Certo, a lui non è che freghi qualcosa di lavorare. Ha già fatto abbastanza, e al massimo si presta di tanto in tanto a qualche piccolo cameo. Però insomma, anche solo una breve apparizione di Bill in Iron Man, alla popolazione mondiale avrebbe fatto piacere. Ma invece niente. La Marvel ha provato contattarlo, ma l’utente non era al momento raggiungibile. E pure Robert Downey J. ci provò, ma con scarsi risultati.

E alla fine, ad anni di distanza, ci è riuscito il noto magazine Esquire, e anche se ormai la partecipazione a Iron Man è andata, almeno sappiamo il perché: “Non per essere schivo e riservato, ma per me ha una funzionalità pratica. Quando il telefono comincia a squillare un po’ troppo spesso, lo metto a tacere tornando ad una quotidianità un po’ più gestibile“. Insomma, Murray è uno di quelli a cui non piace essere reperibili sempre e comunque. E ha anche aggiunto: “Se dici sempre sì finisce che non ti chiamano più. Bisogna dire no al momento giusto ed essere più parsimoniosi con i sì“. Ma la domanda che sorge spontanea è: ma uno come Bill Murray, non dovrebbe avere un agente? La risposta è no. Lui cura personalmente i suoi affari. E se non ha voglia di farlo, allora tanti saluti.

Carlo Amatetti

Author: Carlo Amatetti

Carlo Amatetti è l'editore di Sagoma, casa editrice specializzata in comicità e humour. Combatte da sempre per l'idea che anche la comicità debba entrare a buon diritto nell'ambito della cultura. Sorprendendosi che si debba ancora farlo...

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