E ORA, BREXIT DAGLI EUROPEI, PLEASE

Con un clamoroso 52%, al Brexit vincono gli Exit e la Vecchia Babbiona saluta la Comunità Europea. Cosa ci resterà di questo popolo di sudici e fieri alcolizzati? E pensate che smacco se una fra le sue squadre vince l’Europeo.

Fernando Botero, Il Ratto d'Europa

Fernando Botero, Il Ratto d’Europa

Fanculo, maledetti Inglesi. Ci avete sbattuto la porta in faccia, dopo che per anni abbiamo tollerato la vostra guida, i piedi puzzolenti negli ostelli di mezzo mondo, gli Hooligans e le avventure erotiche di Carlo e Camilla. Che irriconoscenti. Va a fidarti. Secondo il prof di Princeton Duncan Spaeth (siamo nell’Ottocento ) c’era un motivo affinché il sole non tramontasse mai sull’Impero Britannico: Dio non si fida di un inglese al buio. E Dio si sa, ha sempre ragione. L’Europa non è un Dio, e non lo era neanche nella mitologia. Era una principessa sognante, e pure un po’ scema, che si fa rapire da Zues, il dio fra gli dei, travestito da Toro. E come mitologia vuole, ancora una volta l’Europa si è fidata, ha accettato che mantenesse la Sterlina, non si è opposta al fatto che gli Inglesi continuassero a guidare a destra come degli ubriaconi; cosa che del resto sono. Infatti nella Treccani alla voce Inglesi, si legge: persone che, se imbevute d’alcool si trovano allo stadio, se imbottite di cocaina operano in borsa.

Borsa per BrExit

Borsa per BrExit

La Borsa è stato l’argomento che in queste settimane nei notiziari ha sempre seguito il Brexit: come reagiranno le Borse al Brexit? Ora lo scopriamo, ma forse ci saremmo dovuti chiedere prima se per loro era più importante la Borsa o la Comunità Europa.
E ora passiamo ai padri fondatori della Comunità Europa. Winston Churchill ci aveva avvisato: La massima del popolo inglese è: Business as usual. E Charles de Gaulle? Ce l’aveva anticipato quanto fossero dei personaggi particolari: L’Inghilterra è un’isola. Non è colpa sua. Ma neanche colpa mia.

Insomma ora che ci hanno sbattuto la porta in faccia, ci sentiamo confusi e infelici come quella volta che Norberto Midani raccontò: Certo, si dice sempre che gli anglosassoni sono dei gentlemen, soprattutto rispetto a noi. E pensare che una volta a Londra ho aperto una porta su cui c’era scritto GENTLEMEN e dentro c’era uno che cagava!

Pippe Middleton e la sobria eleganza British.

Pippe Middleton e la sobria eleganza British.

Però magari ci sono dei lati positivi: ad esempio, ora che sono fuori dall’Europa, incontreremo meno bambini che a 4 anni parlano l’inglese meglio di noi che di anni ne abbiamo 40. Che poi a che serve parlare bene l’inglese visto che in Inghilterra l’arte della conversazione consiste nel saper tacere (cit. Pierre Daninos)?

Dobbiamo capire che gli Inglesi sono liberi per definizione, che da loro è nata la Magna Carta, il primo documento fondamentale per il riconoscimento universale dei diritti dei cittadini. Cosa diceva a tal proposito Bernard Shaw? Gli inglesi non saranno mai schiavi. Avranno sempre la libertà di fare ciò che il governo e l’opinione pubblica pretendono da loro.

Quindi, come nel caso della Middleton, poche Pippe.
Ok ci hanno salutato, hanno preso la porta del BrExit. Ma veramente abbiamo bisogno di questo popolo che sorride nelle strade per farsi perdonare ciò che fa in casa? E che quello che chiama amore basta appena per conservare la specie? Amore, che se va bene, dura come le loro previsioni meteo, due secondi: oggi piove e domani pure (cit. Antonio Riscetti).

Non ci resta che sperare negli Europei di Calcio in corso per una pronta vendetta e far nostre le parole l’indimenticabile attaccante inglese Gary Lineker: “Il calcio è un gioco semplice: 22 uomini rincorrono un pallone per 90 minuti, e alla fine la Germania vince”.

 

Raffaele Palumbo

Author: Raffaele Palumbo

Figlio non riconosciuto di Virginia Woolfe e Irvine Welsh, fu concepito nella peggiore toilette della Scozia la notte in cui il Muro di Berlino cadde nel Cielo Sopra Berlino. Ama scippare alle poste, fare l'aperivita fra Corso Como 10 e il Frida, trollare sul web. Dopo aver donato il fegato ai peggiori bar di Caracas si è laureato in Lettere Moderne all'Università Federico II di Kagoshima corrompendo tutti i prof. col frutto dei suoi scippi. Nella vita si occupa di tecnologia e umorismo. È bipolare. Non vede i refuusi.

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