BUONI A NULLA

 

600 buoni

Buoni a nulla? Non è vero! Di sicuro fanno ridere

Regia di: Gianni Di Gregorio. Interpreti: Gianni Di Gregorio, Marco Marzocca, Valentina Lodovini, Daniela Giordano, Gianfelice Imparato. Genere: commedia. Durata:87  min. Nazione, anno: Italia, 2014. Uscita: 23 ottobre 2014.

BUONI A NULLA – SINOSSI E RECENSIONE

BUONI A NULLA – SINOSSI

Quante ingiustizie deve ancora subire il povero Gianni? Dai colleghi d’ufficio, alla vicina di casa pestilenziale, fino alle pretese impossibili della ex moglie, le angherie quotidiane sono infinite. Marco invece è un uomo buono, gentile, indifeso. Innamorato di Cinzia la giovane collega che lo schiavizza e lo illude. Bisognerebbe arrabbiarsi e imparare a farsi rispettare, ma come si fa? Da soli è difficile ma forse unendo le forze…

BUONI A NULLA – VI DICIAMO LA NOSTRA

I buoni a nulla dell’ultimo avventura di Gianni Di Gregorio sono dei rassegnati all’ultima spiaggia,  nullafacenti e strateghi del quieto vivere.  Personaggi che fanno dell’indeterminazione una vera e propria filosofia di vita: per dirla alla Cristina di Ecce Bombo “giro, vedo gente, mi muovo, conosco, faccio delle cose” .

A Gianni, il protagonista mancano sei mesi alla pensione ma poi il governo cambia regole e allunga l’agonia: deve farsi altri tre anni, in un’altra sede, alla periferia della periferia di Roma. E lui? Sopporta le sfortune lavorative così come la gente che nella quotidianità lo tampina: l’ex moglie, i figli, i vicini di casa. Il film sembra muoversi sulla falsa riga delle precedenti opere di Di Gregorio (Pranzo di ferragosto, Gianni e le donne), con una simpatica vittima della società che prova a muoversi con eleganza fra una serie di sfortunati eventi. Ma stavolta Di Gregorio non è solo, è circondato da una serie di colleghi sfigati o sottomessi fino alla lecchinaggine, con i quali stavolta tenta di ribaltare la sorte. Diciamo che il film non è per tutti i palati. Fa sorridere, pensare, vergognare. Per apprezzarlo bisogna essere un po’ cinefili e filosofi.

 

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Raffaele Palumbo

Author: Raffaele Palumbo

Figlio non riconosciuto di Virginia Woolfe e Irvine Welsh, fu concepito nella peggiore toilette della Scozia la notte in cui il Muro di Berlino cadde nel Cielo Sopra Berlino. Ama scippare alle poste, fare l'aperivita fra Corso Como 10 e il Frida, trollare sul web. Dopo aver donato il fegato ai peggiori bar di Caracas si è laureato in Lettere Moderne all'Università Federico II di Kagoshima corrompendo tutti i prof. col frutto dei suoi scippi. Nella vita si occupa di tecnologia e umorismo. È bipolare. Non vede i refuusi.

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