40 ANNI DI FRANKENSTEIN JUNIOR

Usciva negli USA esattamente il 15 dicembre di 40 anni fa Frankenstein Junior, destinato a diventare il titolo più venduto della storia italiana dell’homevideo. Festeggiamo la ricorrenza con citazioni, aneddoti, curiosità e un PACK da far nitrire i cavalli.

Noi che siamo cresciuti ripetendo come un mantra le battute di Frankenstein Junior,  a colpi di Lupu ululà e castello ululì o di Un enorme Schwanzstück, alla fine un po’ mostri lo siamo diventati: siamo dei giganti di bassezze, esibiamo gli scheletri dell’armadio, diciamo cose sconvenienti e siamo diventati dei gobbi con la schiena dritta a furia di vedere oltre il futuro per ripetere gli stessi errori del passato. Del resto ci sentiamo un po’ figli del Dottor Frederick Frankenst(e)in e per noi tutto Si-Può-Fare.

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Per celebrare con tutti i crismi i 40 anni di Frankenstein Junior – il film usciva oggi 15 dicembre nelle sale americane, ma l’oggi del 1974! –  la casa editrice Sagoma festeggia con un regalo per tutti i fan: la possibilità di leggerne il processo di creazione dalle parole stesse di due dei suoi protagonisti più iconici: Gene Wilder, protagonista della pellicola e autore del soggetto e coautore della sceneggiatura assieme al regista Mel Brooks, e Marty Feldman, il grandioso comico inglese che con questo film è a sua volta diventato un’icona del cinema mondiale.

In attesa di riviverli con parole degli autori, godetevi con noi qualche chicca della nottata organizzata dall’Academy per celebrare il quarantennale del film.

Aneddoti

Gene Wilder ha scritto la sceneggiatura di Frankenstein Junior durante una vacanza nella sua casa di Westhampton Beach. Immagina di essere il nipote di Beaufort von Frankenstein, che veniva convocato in Transilvania in quanto erede della dinastia. Telefona a Mel Brooks per un consiglio e incassa i complimenti del regista, entusiasta della storia. A quel punto Gene Wilder decide di continuare a lavorare allo script sull’onda di un’altra grande ispirazione, l’incontro con Marty Feldman, visto in una puntata del The Marty Feldman Comedy Machine. Appena lo vede, Wilder esclama “Chi è quell’uomo buffo con quegli occhi strani?”. Aveva appena trovato il suo Igor.

Quando il film uscì nei cinema, gli Aerosmith stavano lavorando al loro terzo album di studio, Toys in the Attic. I membri della band avevano composto la musica di un pezzo ma non riuscivano a trovare un testo che si adattasse alla melodia. Dopo un po’, decisero di fare una pausa per assistere a una proiezione serale di Frankenstein Junior, dove la battuta di Igor «segua i miei passi» (in originale “Walk This Way.”) fornì l’ispirazione per il testo del loro brano.
Intuire di quale brano stiamo parlando è veramente semplice.

40 anni di Frankenstein Junior

Le miglior battute

Aspetti padrone, potrebbe essere pericoloso! Vada avanti lei.

La penna è più potente della spada, e decisamente più comoda per scrivere.

Il destino è quel che è, non c’è scampo più per me!

Che lavoro schifoso.
Potrebbe essere peggio.
E come?
Potrebbe piovere.
[e pioggia fu]

Voi maschi siete tutti uguali! Sette, otto, in fretta, in fretta e poi di corsa dagli amici a parlare e a vantarsi.

Serve una mano? No grazie, ne ho già una.

Lupu ulula.
Lupululà?
Là!
Cosa ?
Lupu ululà e castello ululì !
Ma come diavolo parli?
È lei che ha cominciato.
No, non è vero!
Non insisto. È lei il padrone.

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Author: Raffaele Palumbo

Figlio non riconosciuto di Virginia Woolfe e Irvine Welsh, fu concepito nella peggiore toilette della Scozia la notte in cui il Muro di Berlino cadde nel Cielo Sopra Berlino. Ama scippare alle poste, fare l'aperivita fra Corso Como 10 e il Frida, trollare sul web. Dopo aver donato il fegato ai peggiori bar di Caracas si è laureato in Lettere Moderne all'Università Federico II di Kagoshima corrompendo tutti i prof. col frutto dei suoi scippi. Nella vita si occupa di tecnologia e umorismo. È bipolare. Non vede i refuusi.

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