
Una risata vi seppellirà. A questo deve aver pensato Mel Brooks, figlio di ebrei di origini russe, trovandosi di fronte a compagni di scuola ben più grossi e aggressivi di lui. Alle prepotenze dei bulli di quartiere contrappone battute comiche, e crescendo affina la sua indole umoristica esibendosi dapprima per i commilitoni al fronte e poi nei locali newyorkesi. Le sue capacità vengono notate nell'ambiente televisivo, e Mel inizia a scrivere battute per attori del calibro di Woody Allen. Risale al 1968 l'esordio sul grande schermo con Per Favore Non Toccate le Vecchiette, primo titolo di un fruttuoso sodalizio con Gene Wilder che porterà commedie immortali come Mezzogiorno e Mezzo di Fuoco (1974) e Frankenstein Junior (1974). Il debutto gli frutta anche un Oscar per la miglior sceneggiatura originale. Parodista per vocazione, Brooks si fa beffe di ogni genere cinematografico, dal thriller di Alta Tensione (1977) alla fantascienza di Balle Spaziali (1987) passando per il cinema muto di L'Ultima Follia di Mel Brooks (1976). Come il grande Hitchock, anche Mel Brooks, quando non è presente nei suoi film come attore, ama apparire con piccoli cameo. E dopo il successo delle pellicole nelle sale, il prolifico artista ripropone i suoi classici in teatro con produzioni sontuose come quella di Frankenstein Junior (2007), costata ben 16 milioni di dollari.


Perchè è la quintessenza della caricatura. Lo sguardo stralunato, i capelli scompigliati e le battute dirette e incalzanti fanno di Mel Brooks uno dei grandi nomi della comicità americana. E non importa se stia dietro o davanti la macchina da presa: il suo nome è sempre garanzia di risate.
