
Raccontando di sé dice: "A furia di sparare cazzate tutte le sere al bar, e sentirle, mi sono detto: «ma perché non faccio cabaret?»". Ed è un'intuizione felice, perché quella dell’intrattenimento è proprio la strada giusta da imboccare per Dario Vergassola, che dopo una serie di occupazioni improbabili approda al mondo dello spettacolo. Partecipa a Professione Comico, manifestazione diretta da Giorgio Gaber, e si aggiudica il premio del pubblico e quello della critica. Da lì finisce sul palco milanese dello Zelig e poi su quello televisivo del Maurizio Costanzo Show che gli regala notorietà a livello nazionale. Proprio dal teatro Parioli presenta le sue canzoni paradossali, affinando il personaggio di "sfigato" e un po’ acidello che manterrà nel tempo, anche in occasione della co-conduzione della trasmissione televisiva di Parla con Me (2004) insieme a Serena Dandini. Ma tra i due impegni ci sono anni di tour teatrali (Bimbi Belli, La Vita è un Lampo, Recital per Due), programmi televisivi (Mai Dire Gol, Quelli che il Calcio) e fiction (Carabinieri), sempre all’insegna di una comicità arguta che sbertucciando se stesso prima di tutti gli permette di sparare a zero su chiunque altro.


Quando imbraccia la chitarra e canta le sue canzoni paradossali non si può trattenere il riso, un po' per i testi, molto per la mimica e la dose massiccia di autoironia che esibisce. Poi ha abbandonato la chitarra ma continua ugualmente a far ridere. Ripensandoci farebbe ridere anche senza parlare, in effetti.
