
L'arte del monologo. L'avvicinamento di Alberto Patrucco al mondo artistico avviene attraverso la musica, passione che riemerge di continuo nei suoi spettacoli. Nel 1976 arriva il debutto al cabaret milanese La Bullona e una serata con Gianni Magni è il giro di boa che lo lancia sulla strada dello show live. Lo stile di Patrucco è fin dall'inizio privo di fronzoli, diretto. Tra gli anni '70 e '80 si forma con un'intensa attività nei locali di una Milano che non c'è più (Il Jolly, Il Refettorio, Le Cupole) ed esordisce in TV su Antenna Nord con la trasmissione Dedicomania, un programma ispirato al mondo delle radio libere. Tra gli anni '80 e '90 realizza una serie di spettacoli (Gira la Terra Gira, Superfluomani, Contromano) perfezionando la tecnica del monologo, il suo marchio di fabbrica. In seguito partecipa a diversi programmi televisivi - tra i quali il Maurizio Costanzo Show e Facciamo Cabaret - e diventa uno dei comici di punta di Zelig e poi di Colorado Cafè Live (2004-2006). Tra le sue fatiche anche tre libri (Tempi Bastardi, Vedo Buio! e NECROlogica) e il CD musicale Chi Non La Pensa Come Noi, ispirato alle musiche di Georges Brassens e legato a doppio filo all'omonimo spettacolo portato in scena dal comedian lombardo.


Patrucco fa satira, quella vera e dissacrante. Minimalista, i suoi ragionamenti arrivano sempre a bersaglio per la strada principale, supportati da una voce profonda, da una precisa gestualità e da una studiata mimica facciale.

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