
Questa è la deprimente storia di Fatty Arbuckle, un attore che avrebbe potuto rivaleggiare con Charlie Chaplin se non fosse caduto in disgrazia per una sordida faccenda di sesso e violenza. Nel 1913 Roscoe è il garzone tutto ciccia e muscoli di un idraulico. L’impresario Mack Senneth lo nota, un giorno che entra nella sua casa di Los Angeles per sturare un lavandino, e rimane folgorato dalla sua faccia da bambinone: Roscoe pesa 120 kg per 180 cm di altezza, ma è agile e scattante. Senneth lo butta nella mischia delle farse per 5 $ al giorno e lui diventa una star nel ruolo di allegro pasticcione. Affabile e cortese, a Fatty viene concesso il controllo creativo e la regia dei suoi corti, che spesso ospitano comprimari di lusso come Charlie Chaplin e Buster Keaton. Arbuckle non ama il nomignolo che gli è stato affibbiato ma conosce le regole e accetta un accordo contrattuale per il quale non può scendere sotto i 115 kg, anche perché le cose stando girando alla grande. E gli vanno ancora meglio nel 1919, quando passa ai lungometraggi e firma con Paramount un contratto triennale record da un milione di dollari l’anno, celebrato da un ironico maxi-cartello all’ingresso degli studios che recita "The Prince of Whales" (whales = balene). Ma fin dai suoi albori lo star system hollywoodiano trasforma in mostri i suoi eroi. Dopo un periodo di lavoro intenso, Fatty organizza un party a San Francisco da trascorrere con alcuni amici e molte ragazze, tra cui una brunetta che lo stuzzica da qualche tempo. Il 5 settembre 1921 un’allegra comitiva arriva in macchina al St. Francis Hotel, con in testa la fiammante Pierce-Arrow del comico. Nelle suite i freni inibitori saltano subito e la festa si trasforma in un’orgia alcolica. Fatty spinge in una stanza Virginia Rappe e le salta addosso. Oltre la porta gli ospiti sentono urla disperate e dopo qualche minuto il corpulento comico esce con il cappellino della ragazza in testa e ordina: “Vestitela e portatela via”. Ma gli abiti sono a brandelli e Virginia si contorce dal dolore. Muore in ospedale, dopo giorni di agonia, ma non prima di aver fatto il nome del responsabile. Il Coroner stabilisce che la Rappe è deceduta per una peritonite provocata dallo scoppio della vescica. Nel processo per omicidio di primo grado Arbuckle viene descritto come un satiro sanguinario e il PM non lesina dettagli macabri, come la bottiglia utilizzata per infierire sui genitali della vittima. Tuttavia l’arma del delitto non viene ritrovata e per via delle deposizioni confuse dei testimoni, tutti ubriachi, la giuria assolve Fatty. Ma la sua carriera è distrutta: scaricato da Paramount, la stampa polverizza la sua immagine, i suoi film vengono mandati al macero e Fatty il Bombolone, l’eroe dei bambini deve vendere le sue case e le sue fuoriserie per pagarsi gli avvocati. Solo pochi amici, fra cui Buster Keaton, gli restano vicini e lo fanno lavorare ma ormai è tardi: patetica parodia di se stesso e schiavo della bottiglia, dopo dieci anni Fatty muore a New York. Aveva 46 anni.
Filmografia Fatty Arbuckle


Sembra un bambinone di 120 kg, dai modi affabili e cortesi. È lui ad aver ricevuto la prima torta in faccia e a rilanciarla, dando vita di fatto al genere slapstick.
