
Come si legge nella sua splendida autobiografia Gene sceglie come cognome Wilder perché non si vede a recitare l'Amleto come "Jerry Silberman". Negli anni Sessanta passa a pièce più importanti - come Qualcuno Volò sul Nido del Cuculo con Kirk Douglas - e muove i primi passi sul grande schermo. Il boom arriva nel 1968 con The Producers (da noi rinominato Per Favore, non Toccate le Vecchiette) che gli vale una nomination all'Oscar. La regia è di Mel Brooks, l'amico di una vita, un sodalizio che si cementa con Mezzogiorno e Mezzo di Fuoco (1974) e Frankenstein Junior (1974), l'acme del duo. Nel suo curriculum anche l'oscura contro-favola Willy Wonka e la Fabbrica di Cioccolato (1972) nei panni dell'enigmatico impresario dolciario. In Wagons Lits con Omicidi, del 1976, Wilder esordisce in duo con Richard Pryor, insieme al quale sbancherà più volte i botteghini negli anni a seguire. Gene perde prematuramente l'amata moglie Gilda Radner, comedian straordinaria che si spegne nel 1989.
Filmografia Gene Wilder


Può far ridere con tutto e con niente, un'occhiata languida o un tic nervoso. Più i ruoli sono strampalati, più alto è il vortice delle risate: Gene è un dottore che seduce una pecora, un pistolero alcolizzato, l'impiegato che sogna la signora in rosso. Di più: Gene Wilder sarà sempre l'immortale Dr. Frankenstein.
