
Un attore, un regista e un produttore compressi in un metro e cinquantadue di altezza. Da piccoli ruoli in Il Dittatore dello Stato Libero di Bananas (1971) e La Mortadella (1971). Danny DeVito si fa notare con Qualcuno Volò sul Nido del Cuculo (1975) e sfonda con la sit com Taxi (1978). Negli anni Ottanta, oltre ad apparire ovunque, esordisce alla regia con Getta la Mamma dal Treno (1987) e La Guerra dei Roses (1989). Negli anni Novanta spazia fra generi, e da Batman – Il Ritorno (1991) passa a Hoffa: Santo o Mafioso (1992) e Il Giardino delle Vergini Suicide (1999). E per la serie "non ne sbaglio una" produce anche film come Pulp Fiction (1994) e Get Shorty (1995). Nel nuovo secolo tutti lo vogliono: da Tim Burton per Big Fish (2003) a Neri Parenti per Christmas in Love (2004). Ma lui sogna la pensione, che vorrebbe trascorrere nel Teatro alla Scala.
Filmografia di Danny DeVito


Piccolo, tondeggiante e pieno di energia, riesce a conferire un tratto umoristico a qualsiasi personaggio, dal gemello diverso di Shwarzenegger a Penguin, il villain di Batman. Il suo ruolo tipo è quello del bellimbusto italoamericano in miniatura o il criminale maldestro, che agisce con una tale naturalezza da ispirare simpatia.
