
Andy Kaufman è il grande ingannatore. Dadaista, eccentrico, iperbolico, è un comedian d’avant-garde capace come nessun altro di mescolare finzione e realtà, disorientando lo spettatore che, interdetto, ride e si irrita al tempo stesso. Non si sa mai cosa aspettarsi da lui: Kaufman può salire sul palco e annoiare a morte leggendo Il Grande Gatsby e poi, quando il pubblico è sull'orlo della sommossa, cambiare registro con una strepitosa imitazione di Elvis (lo stesso Pelvis la giudicò la migliore di sempre) e scatenare applausi da spellarsi le mani. Oppure può far uscire tutti gli spettatori dalla Carnegie Hall e farli salire su 35 bus in attesa per portali a prendere latte e biscotti in un bar. Tutto questo non semplicemente per divertire, ma per "provocare emozioni", positive o negative che siano: sono queste a interessare il comedian newyorchese, che non è un provocatore ma un performer votato alla sua arte in maniera incondizionata. Fino in fondo, fino alle estreme conseguenze. Andy Kaufman esordisce nei cabaret nei primi anni Settanta come Lo Straniero, nativo di Caspiar, una fantomatica isola inabissatasi nel Mar Caspio. Già in questa performance il confine tra recitazione e realtà è molto, molto labile e in questi panni improbabili Andy viene notato da un celebre manager, George Shapiro, che spesso dovrà ingegnarsi non poco per accontentare le sue richieste assurde. La consacrazione avviene sul palco del Saturday Night Live dove appare come doppiatore surreale di jingle o come wrestler misogino. Proprio il wrestling lo strega, al punto che finisce per sfidare donne in veri match fino ad autoproclamarsi Campione del Mondo di una Lega Intergenere inventata da lui. Kaufman si spinge oltre i confini della razionalità arrivando a combattere contro un vero campione di lotta, Jerry Lawler, e a vincere per squalifica. Tutto è ovviamente preparato, inclusa la successiva rissa sulle poltrone di David Letterman, ma milioni di americani credono che sia vero. Ma chi è Andy veramente? Sono rari i personaggi che hanno saputo gettare fumo negli occhi riguardo alla loro vita come lui ha saputo fare. Andy odia la parola comico e per il suo stile unico viene coniata la definizione song and dance man, perché Kaufman non recita, semplicemente “è” i suoi personaggi. Come il crooner Tony Clifton, una maschera grottesca che viene interpretata a turno da Kaufman e da altri, con lo scopo di disorientare il pubblico. Sul finire degli anni Settanta, sebbene controvoglia, Kaufman prende parte a Taxi, sit com di culto con Danny De Vito. Qui è Latka Gravas, una sorta di versione evoluta dello Straniero, che parla una lingua inventata dallo stesso attore e che alla fine sarà il personaggio più amato della serie. Ma Andy non fa più in tempo a dissociarsi dalla realtà. È quest'ultima a dissociarsi da lui, condannandolo a una fine crudele e prematura nel giro di pochi mesi. La diagnosi dei medici parla chiaro: cancro ai polmoni, lui che non ha mai fumato una sigaretta in vita sua. Anche per questo la sua scomparsa ha dato adito a leggende e ancora oggi c’è chi crede che la sua morte sia stata solo l'ultima messinscena. La più grande e geniale di tutte.
Filmografia Andy Kaufman


Dadaista, Kaufman fa cose che nessuno ha mai provato prima, spingendo l'arte comica oltre il limite della razionalità. Prima lo odi, specie quando non capisci che cosa sta facendo, ma poi ti rendi conto che lui non recita ma "è" i suoi personaggi. E a quel punto lo adori.
