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LENNY BRUCE

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"Ogni giorno la gente si allontana dalla Chiesa e si avvicina a Dio"
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Ci sono uomini che hanno il coraggio di alzarsi in piedi e indicare agli altri la strada da seguire. Figura tragica, sovversivo, provocatore, icona della controcoltura, questo è Lenny Bruce, il primo stand-up comedian dell’era moderna e l’ultimo dei freak, capace di rompere tabù e convenzioni che parevano impossibili da sradicare. La sua battaglia per la libertà di espressione ha aperto voragini che non furono mai più richiuse. Abbandonato dai genitori, Lenny cresce passando di casa in casa di zie e nonni. Lascia la scuola ed entra in marina ma ne viene cacciato quando convince gli psicologi di avere tendenze omosessuali. Inizia a esibirsi nei locali fumosi della seminale New York a cavallo degli anni Cinquanta, luoghi che fanno emergere la sua vena oscura e drammatica, che presto si evolve in qualcosa di inedito e potente. Lenny parla alla platea con il microfono in mano, con la forza di un animale in gabbia che mette in scena se stesso, sbattendo in faccia allo spettatore le sue ipocrisie. Non vuole solo far ridere, spesso assume atteggiamenti da razzista, si prende beffe della Chiesa e delle istituzioni, intercalando espressioni yiddish e le proibite four letter word. E così, mentre l’America borghese parte alla rincorsa del benessere, riempiendo le case di frigoriferi e televisori, Lenny attacca il sistema dal punto più basso, i night e i jazz club. I suoi monologhi ricordano proprio il freestyle, flussi di coscienza a ruota libera che non risparmiano morale e politica, religione e razze, droghe e aborto, Ku Klux Klan ed ebraismo. Quando sale sul palco neanche Bruce sa come andrà a finire (“Ho sempre un sacco di cose in testa ma non so esattamente quando le dirò”). Ma tutto questo ha un prezzo molto, molto salato. Nel 1961 viene arrestato per oscenità al Jazz Workshop di San Francisco per aver pronunciato la parola "cocksucker". In quell’occasione Bruce sostiene anche che venire è solo un verbo e se qualcuno si offende è solo perché probabilmente non può venire. La giuria lo assolve ma da quel momento finisce nella blacklist e ogni sua esibizione è radiografata da poliziotti in borghese. Torna in galera numerose volte, anche per possesso di droga dopo una serata a Philadelphia, e i suoi incontri ravvicinati con i cops diventano materia viva per i suoi monologhi. L’ultimo arresto avviene nel 1964, dopo una serata al Cafe Au Go Go del Greenwich Village, durante la quale Bruce sfoggia oltre cento parole “oscene”. Il fermo si trasforma in un processo che si conclude con la condanna del comedian, nonostante petizioni in sua difesa firmate da Woody Allen, Bob Dylan, Norman Mailer, giornalisti e sociologi. Bruce esce su cauzione e ricorre in appello ma ormai non importa più. Il 3 agosto 1966 muore per overdose di morfina nel bagno della sua casa losangelina, all'8825 di Hollywood Boulevard. Aveva 40 anni. Viene ritrovato nudo come un verme, con una siringa piantata nel braccio ma i rumors della strada dicono che la scena sia stata costruita ad hoc dalla polizia. Phil Spector, il creatore del “Wall of Sound” dei Beatles compra a peso d’oro i negativi dei paparazzi per evitare al suo amico Lenny l’onta dello sciacallaggio mediatico. Per l’accusa pendente di oscenità, 37 anni dopo, nel 2003, lo stato di New York concede le scuse ufficiali attraverso il Governatore George Pataki, un mea culpa postumo senza precedenti nella storia di NY. Il figlio ribelle con una causa l’aveva finalmente avuta vinta.

La patente

  • Nome: Leonard Alfred Schneider
  • Data di nascita: 13/10/1925
  • Luogo di nascita: New York - USA
  • Oggi: Deceduto (Los Angeles, 3/8/1966)
  • Tipo comico: Imitatore, Stand-up comedian
  • Curiosità: La sua autobiografia, intitolata Come Parlar Sporco e Influenzare la Gente, fu pubblicata a puntate su Playboy

Fa ridere perchè

Ribelle, intreccia l'istinto creativo a quello esistenziale. La sua è una comicità di rottura che cavalca il politicamente scorretto, definizione che prima di lui nemmeno esisteva.

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