CROZZA FISCHIATO ALL’ARISTON

 

L’Italia non è un paese normale. Ma forse Maurizio Crozza è troppo “normale” per Sanremo. Ma andiamo per ordine: alla prima serata del Festival di Sanremo l’evento più atteso era proprio l’intervento satirico di Crozza, dopo che per settimane Berlusconi aveva paventato che il Festval si sarebbe trasformato in una Festa dell’Unità. Ma Crozza, non aiutato dai propri autori, ha voluto proprio iniziare vestendo i panni di B. scatenando le ire della platea, o, “secondo la Questura”, di tre o quattro facinorosi in sala, rumorosissimi peraltro.
Ma qui casca l’asino: Crozza, forse troppo avvezzo a monologare indisturbato da un monitor, sembra non abbia acquisito una capacità di improvvisazione che in questi frangenti è tornata utile a più di un suo collega. Totò, Petrolini, Sordi, Proietti avrebbero demolito con un gesto, una battuta l’intervento di quei disturbatori, lasciando il resto del lavoro al pubblico stesso. Crozza, ammutolito, ha costretto a intervenire in suo soccorso nientemeno che Fabio Fazio, non certo un leone…
Insomma, l’Italia non è l’America dove la satira si esprime liberamente fino all’ultimo giorno di elezioni. Ma i sàtiri italiani devono anche farsi un po’ la pellaccia dura per respingere perlomeno gli attacchi più innocui. Almeno quelli di tre esagitati in giacca e cravatta.

Author: Redazione

Share This Post On