
Da buon insegnante di Educazione Fisica e Sport quale sono, nella settimana in cui avranno inizio i mondiali di calcio in Sudafrica come posso non dedicare spazio all’Italia delle meraviglie?
L’Italia - da sempre popolo di poeti, santi e navigatori - quando iniziano i mondiali diventa un popolo di CT: è questo il nostro sport nazionale! Tutti diventiamo allenatori e siamo subito pronti a sparare a zero sul Mister per la scelta dei calciatori da convocare: “Chel lì l’è bun no”, “Ma chiama il Cassano che ti risolve la partita”, “Perché, il Balotelli non lo porteresti?”, “Chel lì no capiss un casso!”
Successe in passato con Valcareggi, Bearzot, Vicini, Sacchi e - nonostante la vittoria nell’ultimo mondiale 2006 in Germania - è successo anche con il Marcello nazionale. Lui, comunque, nonostante le critiche per non aver convocato un vero fantasista (vedi Cassano, Balotelli, Miccoli, tre talenti un po’ matti) prosegue per la sua strada, puntando sul gruppo e sull’unità della squadra. Insomma, segue le orme di un grande maestro: lo special one, Mourinho, che per vincere con l’F.C. Internazionale ha puntato proprio sull’unità del gruppo legato a una maglia e a una sola bandiera… ops, scusate ho sbagliato esempio.
Comunque il grande Mourinho, che in sole due stagioni ha fatto vincere all’Inter quello che nessuno le ha fatto vincere in tutta la sua storia, si è guadagnato i galloni di miglior allenatore del mondo (culo?), concedendosi alle avances del Real Madrid, che nel giro di una settimana, dopo il successo in Champions League, se l’è portato via. Mou ha comunque dimostrato fino all’ultimo giorno di essere uno attaccato alla maglia… del presidente Florentino Perez che lo coprirà d’oro! Come aveva fatto comunque anche il “generoso” Moratti, che se non avesse vinto, a ‘sto giro avrebbe dovuto vendere l’anima al diavolo..
Ma nello sport i soldi non sono tutto. I valori etici e morali a volte prevalgono. Lo ha dimostrato il giovane azzurro Marchisio, che proprio nell’amichevole pre-mondiale con la Svizzera, durante l’inno nazionale, per evitare di andare fuori tempo ha ripetuto per ben due volte “Roma! Roma!” dimostrando attaccamento alla capitale d’Italia e alla nazionale stessa, nonché grande fairplay nei confronti di una squadra rivale. E pensare che qualcuno aveva malignato che la frase fosse “Roma ladrona”! Che cattiveria! Sono pronto a scommettere che se Marchisio andasse domani a visitare il centro di Roma, ci rimarrebbe di sicuro!
Comunque questa Italia del calcio delle meraviglie dovrebbe farsi caricare e motivare da altri campioni italiani dello sport che non si accontentano mai di vincere e affrontano ogni gara con l’impegno e la determinazione degli inizi. Esempio lampante è lo sfortunato Valentino Rossi, che con 9 titoli mondiali collezionati in carriera si è infortunato gravemente durante le prove del gran premio del Mugello, ma dopo solo pochi minuti aveva la forza di rassicurare parenti e tifosi con una battuta: “Vado in ospedale, mi mettono un chiodo e mi mandano via!” Davvero incredibile… Ma la cosa incredibile è che non era una battuta!
Anche il ciclismo è in ascesa dopo gli anni bui del doping, con l’exploit al Giro d’Italia del grande Ivan Basso, che è riuscito a vincere dopo gli anni di squalifica e confessioni sull’abuso di sostanze dopanti, dimostrando di essere un vero uomo, ma soprattutto un vero sportivo. Con una metafora potremmo dire che ha affrontato una corsa nella divina commedia: paradiso-inferno andata e ritorno, con sosta in purgatorio… Ma l’importante nella vita è proprio sapersi rialzare e ripartire. Nel suo caso specifico, ripartire dal... basso.
Così ha saputo fare, questa volta però dopo un momento di gioia, ma soprattutto dopo aver baciato la terra rossa del Roland Garros, la splendida Francesca Schiavone, che all’età di 29 anni, dopo anni di match e tentativi di aggiudicarsi qualcosa di davvero importante, è riuscita a stravincere il prestigioso torneo parigino, simbolo di una carriera. Inoltre Francesca Schiavone è la prima italiana a vincere un torneo del Grande Slam, raggiungendo la posizione numero 6 del ranking mondiale che mai nessuna tennista italiana era riuscita a raggiungere. Inoltre mai nessuna giocatrice era entrata tra le top ten direttamente al numero 6… e tutto questo in un solo giorno! Incredibile! E chi sei? Wonder Woman? Tanta fatica per arrivare a vivere un vero giorno da leoni… ma ne varrà la pena? Io dico di sì, perché di questa Italia delle meraviglie, noi Italiani ne abbiamo proprio bisogno. Lippi, prendi esempio! Viva lo sport, quello vero!