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15.07.2010 di Paolo Casiraghi
DAI ROBBEN!
Finale dei mondiali: Paolo Casiraghi teneva all'Olanda e tutti sappiamo come è andata a finire...

Non m’interesso di calcio, per nulla. Non so neanche se la squadra della mia città è in seria A o B (l’Atalanta). Però, da quando l'Italia è uscita dai Mondiali, ho seguito un po’ le partite, così per noia. Almeno la finale uno deve vederla, sennò è un ignorante. Non bisogna isolarsi dal resto del mondo, se tutti seguono l'evento, ci sarà un motivo. E devi parteggiare per qualcuno, così ti emozioni. Io ho scelto l'Olanda. Dai Robben!

Adesso è facile dire, che pirla. Ma a me gli spagnoli, i cugini iberici, mica mi son simpatici. Non gli abitanti, i calciatori, dico. Ma che facce. Che spocchia. Che superbia. Tutti piccolini, con qualcosa da dimostrare, quella rivalsa sugli alti che li porta a essere scostanti. Con i capelli fitti fitti, ingellati, tutti neri con l'attaccatura bassa. Neanche un pelato. E dai, su, almeno uno stempiato, dico, magari sulla fascia. Invece no, lì c'è Sergio Ramos, capelli alla spalla, lisci, sembra l'ultimo dei manduri. Fallosetto anche, e con la stessa espressione di sufficienza dei compagni. Ma veniamo alla finale. Mi siedo tutto agitato con un ghiacciolo in mano, all'arancia, per avere il colore della mia squadra. E capisco subito che c'è del nervosismo in campo. I miei prediletti scartabellano subito un poveraccio che passa la metà campo. Ammonizione. E gli è andata bene, ha mirato al primo terzo della tibia, il pallone poteva anche non esserci. Ma torniamo alle mie impressioni di simpatia. Casillas, il portiere spagnolo, sembra un bambino scappato dall'orfanotrofio, col faccino del terrore, infatti alla fine piange, aspettava da un po'. 

Puyol è l'unico un po' simpatico, con quella faccia da carcerato anni '70, ma troppi capelli: bocciato. Dai Robben! Intanto la partita si preannuncia pallosa, hanno tutti paura di beccarsi un gollonzo e sono prudenti. Passo al Sangiovese perché il ghiacciolo è finito. Palloso, tranne negli scontri uno contro uno, e in più ho capito cosa vuol dire “contro”. Sembra che gli spagnoli non siano simpatici neanche agli olandesi, li stangano con entusiasmo tutto vichingo. A me piace Robben, è pelato e ha la mia età, un vecchio a fine carriera, ma quando corre fa tutti dei passettini corti veloci con le manine chiuse a pugno. Che tenerezza. Dai Robben! L'altro che mi piace è Snejider, non sapevo giocasse nell'Inter, ma chissenefrega: è pelato anche lui. Piccolo e col petto in fuori, coraggioso. Fa dei passaggi fighissimi che il commentatore chiama passanti. Per forza, se dà la palla a un altro come devono chiamarsi?

Un altro pelato è De Jong, un nome che ricorda la Cina. E infatti con un calcio volante sfonda lo sterno di Xabi Alonso: ammonito. Rivedo le mie scarse conoscenze di calcio: ma per l'espulsione ci vuole il morto? Dai Robben! Eccolo, arriva davanti al portiere da solo e si mangia un gol che faceva anche Ray Charles, a occhi chiusi. Infilo una serie di bestemmie e finisco il Sangiovese. La partita si snoda tra possesso di palla, pochi tiri e scarpate in allegria. Heitinga viene espulso per fallo sull'ultimo uomo, ma secondo me non l'aveva toccato, si è solo messo il sangue finto sul ginocchio. Soffriamo, oh come soffriamo, da ubriaco è anche peggio. Dai Robben!

Eccolo, ancora solo davanti al portiere, cicca. Lo insulto a piede libero tirando in ballo l'età, la pelata e i suoi parenti. C'è anche uno spagnolo che corre di qua e di là, inutilmente: è Piqué, faceva meglio a continuare con la Formula 1. Niente di fatto, supplementari. Primi e secondi. Sto già godendo per le emozioni che ci regaleranno i rigori. Esce Van Broncos: non respira più, c'era da immaginarselo. Dai Robben!
Casino in area olandese, pugni, una rovesciata, il portiere salta a caso in varie direzioni, cross da sinistra, Iniesta fucila il pallone in rete. Ma porca di quella grandissima… Finisce così, hanno vinto gli spocchiosi. Faccino deluso di Sneijderino e dei compagni arancioni. Spengo e vado a dormire. Dopo dieci minuti, al buio, squilla il telefono. È Robben che mi manda affanculo.

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