Settimana densa di avvenimenti cruciali per il destino del globo terracqueo. Innanzitutto sono andato al cinema con i miei soci, i Turbolenti. A qualcuno, così di primo acchito, potrebbe sembrare cosa da poco, ma per rendervi conto della rilevanza dell’avvenimento basti pensare che l'ultimo film visto assieme è stato Eccezzzziunale Veramente Capitolo Secondo… Me e correva l'anno duemilaesei. E ci eravamo andati solo perchè facevamo parte del cast ...
Ma torniamo a bomba. L'allegra compagnia era formata oltre che dai Turbo, dal mitico Simon, meglio noto come "SIMONPEDIA, L'ENCICLOPEDIA UMANA", che nel futuro soppianterà la più nota Wikipedia. Ah, dimenticavo: quando non è impegnato a dar significati alle cose è il nostro fonico. Completa il gruppo Luciano Federico, noto rappresentante di parrucche e prodotti per parrucchieri che nel tempo libero è il nostro autore. Il film scelto per radunarci nuovamente sotto il grande schermo è Avatar, il capolavoro in 3D di James Cameron. Esperienza interessante quella del 3D: infatti, dopo aver indossato gli occhiali, vengo colto da alcuni minuti di nausea da mare forza nove. Presto, però, i sintomi fortunatamente scompaiono e ci gustiamo il pluripremiato film dell’anno. La storia è semplice: una superpotenza di umani invade un pianeta popolato da uomini blu che vivono felicemente a contatto con la natura per rubargli le loro preziosissime materie prime; la battaglia infuria e alla fine i deboli, idealisti, eco-solidali uomini blu respingono, a suon di frecce, gli umani invasor armati che manco Schwarzenegger ... sarà per questo che si parla di film di fantascienza?
Quando il film finisce usciamo dal cinema tutto sommato soddisfatti, ma desiderosi di respirare nuovamente un po' di sano (e inquinato) realismo meneghino. Subito ci passano accanto due Winx, e ci salutano festosi tre Gormiti. Zorro, più in là, sta facendo la festa a Topolino, mentre infuria una battaglia tra cowboy e indiani. All'unisono guardiamo tutti i nostri bicchieroni di Coca, ormai certi che anche la nota bibita gassata venga tagliata con roba troppo forte. Ma poi notiamo altro: un mondo di coriandoli colorati, stelle filanti, vestiti, carri allegorici. Diamine, è carnevale! Il sollievo si accompagna a un fiume di ricordi. Mi è sempre piaciuto il carnevale, soprattutto le maschere storiche della commedia dell'arte: il colorato Arlecchino, il dottor Ballanzone, Brighella, Pantalone, Pulcinella e compagnia bella. Ma la mia passione è da sempre una maschera, simpaticissima ma poco conosciuta: quella del Brunettino, un piccolo nanetto, con un corpo piccolissimo e un grosso faccione sempre paonazzo. Il Brunettino è incaricato dal suo padrone, un famoso cavaliere dongiovanni, di sorvegliare tutti i suoi dipendenti, perché lui spesso non ci riesce visto i suoi tanti incontri galanti. Il Brunettino riesce benissimo nel suo compito perché grazie alla sua statura si nasconde ovunque e riesce a spiare tutti e se ne vede qualcuno fermarsi un attimo, arriva con un forcone più grosso di lui e via a pungerli nel sedere per poi rotolarsi dal ridere!
La svolta avviene quando il Brunettino, a sua volta, all’insaputa del suo padrone, si propone per diventare Gran Ciambellano del Gran Ducato delle Venezie. Ma come farà la nostra maschera, così severa con gli altri, a svolgere bene entrambi i lavori? Chissà, la commedia dell'arte non ci svelerà questo mistero ma speriamo arrivi ben presto qualcuno a pungere il sederone del nostro Brunettino!
Buon carnevale a tutti.