FRANCESCO DE CARLO: “MI MANDA EDDIE”

 

Sta per vedere la luce l’attesissima seconda stagione di “Stand Up” su Comedy Central. Per l’occasione ci siamo appartati (…) con Francesco De Carlo, capace di unire magistralmente stand-up e surrealtà, ed è stato capace di farlo pure in inglese, davanti a degli inglesi e sponsorizzato da un (super)inglese come Eddie Izzard. La domanda sorge spontanea: ma lo sa l’inglese? Ma non gliela abbiamo fatta, ci siamo dimenticati. Accontentatevi di quanto segue.

Francesco, brutto periodo per la satira. I giornali, che notoriamente non ci cagano manco morti, dopo i fatti di Charlie Hebdo chiamano, richiamano e richiamano ancora, perché all’improvviso chi ha un po’ di forfora satirica sulla giacca è diventato un guru assoluto. Se capita a noi come rivista, figuriamoci a te come “satiro”…
Ti confesso che da quando è successo il fattaccio ho seri problemi di identità. Chi sono? Sono Charlie o non sono Charlie? E se sono Charlie, quanto Charlie sono? Il Charlie del vicino è sempre più Charlie. È evidente che se siamo tutti Charlie, nessuno è Charlie e se nessuno è Charlie vuol dire che Charlie è morto davvero. Molti hanno notato che quando la satira diventa popolare, smette di essere impopolare e perde una caratteristica fondamentale. Ma ogni comico ha bisogno di popolarità. Se si spinge a conseguenze paradossali questo discorso, la satira non può esistere per definizione. A meno che non ci siano nicchie abbastanza grandi da poter garantire un mercato anche ai comici satirici. All’estero è così e sembra che anche in Italia – dove il pubblico ha riso molto negli ultimi anni – abbia voglia di sentire il punto di vista di chi prende in mano un microfono. Detto questo io non voglio fare satira. A me quando mi dicono: “Mi fai ridere, ma non capisco perché”, mi fanno felice. Ma è successo solo un paio di volte.

La cosa più divertente è che nessuno qua ha capito che, vivo o morto, chi fa satira è e deve essere un cazzone assoluto. Ché – di suo – rende il piombo persino sprecato, nel senso buono del termine.
Io credo che il compito principale di un comico sia quello di aiutare il pubblico a non prendere la vita sul serio. Si può e si deve scherzare su tutto. Per questo la satira è inconciliabile con la fede, perché la prima tenta razionalmente di dissacrare l’esistenza, mentre la seconda prova a darle un significato alto e altro. Per la satira la vita non ha senso (religioso) e la morte ne ha ancora meno! Mentre chi crede ha così timore della morte da affidarsi a un sistema di riti, credenze e santini. Forse sono figli della stessa paura, la paura del nulla. Bisogna solo capire chi è Caino e chi è Abele, tanto per restare in tema.

francesco de carlo intervista

Ma vediamo di uscire dalla cronaca recente e parliamo un po’ di te. Il tuo 2014 è stato a dir poco “frizzantino”. Sei stato il primo stand-up comedian professionista italiano a partecipare al prestigioso Fringe Festival di Edinburgo. Com’è stato giocare coi grandi? Fare stand-up in inglese davanti a inglesi prodotto da uno degli stand up comedian più celebri, Eddie Izzard? 
Frizzantino un par di palle. È stata un’esperienza faticosissima, soprattutto in termini di ansia. Eddie Izzard è uno dei miei comici preferiti e trovarselo nel pubblico ti assicuro che stringe lo stomaco, soprattutto se ti esibisci in una lingua che non conosci proprio benissimo, ecco.

Com’è stata la prima sera? E l’ultima?
Per me è stato interessante assistere all’evoluzione dello spettacolo. Sono partito con cose più facili, le prime che ho scritto nella mia vita da comico, e ho finito per tradurre i testi più recenti. È aumentata la dimestichezza con la lingua e il pubblico straniero. But the street is very long.

Se abbiamo capito bene, si è trattato di 24 sere di show consecutivi? La serata peggiore e la migliore?
Direi che quella che sembrava la serata peggiore si è trasformata nella migliore. Una sera in prima fila si sono seduti 4 scozzesi ubriachi. Distraevano me e il pubblico, ma soprattutto me. Parlavano molto. Ma comunque io stavo andando male. Dopo 10 minuti si alza uno e va al bagno, poi il secondo, poi il terzo. Al quarto ho chiesto se volesse andare al bagno anche lui. Non ha riso nessuno. Ho continuato lo spettacolo e quando ho incrociato nuovamente il suo sguardo lui ha detto a voce alta: “Perché mi guardi?”. Gli ho risposto con una battuta. Ho conquistato il pubblico, lui è uscito e invece di continuare con il mio repertorio ho improvvisato con la sala. Non ho praticamente fatto lo spettacolo e la gente stava con le lacrime. Un’esperienza che praticamente tutti i comici hanno già fatto, ma giuro che farlo in una seconda lingua è stato molto assurdo.

Hai conosciuto qualcuno dei grandi?
Eddie Izzard, Dylan Moran, Michael Mittermeier (un comico tedesco famosissimo in Germania). E poi due giovani, Yacine Belhousse e Igor Meerson, che stanno provando a portare la stand up comedy in Francia e in Russia, dove la scena comica ha delle caratteristiche molto simili a quella italiana. Tutti grandi.

Un nome da segnalarci come futura star dello stand up anglosassone?
Alex Edelman. Giovanissimo, ha vinto come miglior esordiente al Fringe.

Come si è espressa la critica nei tuoi confronti?
Ho preso 4/5 recensioni molto buone. Un paio buone. E una mi ha stroncato, e aveva ragione, il critico è venuto in una serata in cui ho fatto davvero schifo.

Si aprono ora nuove porte per te e per la comicità di qualità italiana?
Il 2 febbraio parte la seconda stagione di Stand Up Comedy su Comedy Central (Canale 124 di Sky). Non so che altro dire se non che dovete guardarla! Si tratta di un percorso fondamentale di 5 anni in cui insieme ai comici di Satiriasi abbiamo portato avanti un progetto unico, tutto votato alla satira e alla libertà di espressione, dove ho conosciuto ottimi comedian, ma bruttissime persone. Non li voglio nominare.

I tuoi progetti futuri? Facci sognare!
Ginnastica posturale.

VUOI SAPERE TUTTO SUL MEGLIO DELLA COMICITÀ INTERNAZIONALE, ACQUISTA I LIBRI DI SAGOMA SU WWW.LIBRIDIVERTENTI.IT.
Carlo Amatetti

Author: Carlo Amatetti

Carlo Amatetti è l'editore di Sagoma, casa editrice specializzata in comicità e humour. Combatte da sempre per l'idea che anche la comicità debba entrare a buon diritto nell'ambito della cultura. Sorprendendosi che si debba ancora farlo...

Share This Post On