30 ANNI DI “GHOSTBUSTERS” IN ITALIA

 

Fra pochi giorni cadranno 30 anni esatti dalla “prima” cinematografica italiana del mitico film Ghostbusters.

Era infatti il 31 gennaio 1985 quando finì la lunga attesa dei fan per un film annunciato a lungo – e anticipato non tanto dai trailer ma dal vendutissimo singolo 45 giri della canzone di Ray Parker Jr. (ricordate? Who you gonna call? Ghostbusters!) – e che una volta uscito sbancò letteralmente i botteghini italiani.

Dopo trent’anni, riesce ancora a divertire ed è entrato nell’immaginario collettivo: non c’è niente da fare, erano e sono i maestri dell’umorismo. Una delle prime commedie fanta-horror girate in America – strizzando l’occhio a Topolino cacciatore di fantasmi ed a Gianni e Pinotto alle prese con i mostri della Universal  come Dracula o l’Uomo invisibile – fu anche il primo film comico ad incassare oltre duecento milioni di dollari, un record imbattuto per molti anni.

gb4La formula, più che la stessa trama, era vincente: tre personaggi diversi fra di loro s’improvvisavano cacciatori di fantasmi con lo spirito dei pompieri (la loro sede è una ex caserma dei vigili del fuoco) ma armati di zaini protonici (o meglio, degli “acceleratori nucleari non autorizzati”) e uno spirito anarcoide figlio dei fratelli Marx. Idea che aveva avuto Dan Aykroyd, che già al Saturday Night Live aveva dato dimostrazione della sua abilità di scrittore, e che sviluppò assieme a Harold Ramis una volta che il progetto non poté più essere il nuovo film della coppia “Belushi & Aykroyd” per via della morte di John: senza il suo fratello blues, Dan chiamò Bill Murray a sostituirlo. Questo terzetto venne diretto da Ivan Reitman, che si era fatto le ossa producendo gli spettacoli del National Lampoon Show e dirigendo Animal House (1978). Praticamente Ghostbusters era figlio di menti cresciute nei teatri di Second City, al SNL, e a fianco di John Belushi. Nel 1984 erano il meglio sulla piazza. I risultati sono noti ormai a tutti.

Nel mondo come in Italia diventò un fenomeno di costume – anche perché per il film venne studiato un merchandising imponente, aiutato dal famoso logo del fantasmino incastrato dal divieto e dalla canzone di Parker Jr. – e per poco non superò negli incassi della stagione il cult Non ci resta che piangere con la coppia Troisi-Benigni. Solo nelle città capozona si portò a casa qualcosa come 6 miliardi di lire ed un milione e passa di spettatori. Non abbiamo mai smesso di essere acchiappafantasmi: dopo il film, arrivarono i cartoni animati, poi il secondo film nel 1989, un po’ meno sorprendente del primo ma comunque godibile almeno dal punto di vista degli effetti speciali, poi le notizie di un terzo capitolo hanno alimentato la “febbre” degli uomini in tuta grigia e zaini protonici.

gb5Il morbo è giunto anche in Italia: nel 2006 viene fondato un fan club che si chiama semplicemente Ghostbusters Italia che cresce a vista d’occhio e oggi sono diventati il punto di riferimento dei fan in Italia; nella estate scorsa sono diventati una associazione culturale: hanno organizzato, per il trentennale del film dalla “prima” americana (8 giugno 1984), una serie di avvenimenti denominata Ghostbusters Fest che hanno portato, fra le varie cose, il cofanetto blu-ray dei due film (in 4K), un musical, e soprattutto la riproposta del film nei cinema il 18 e il 19 novembre nei circuiti cinematografici della Nexo. Chi scrive era presente: la sala era piena e le risate sono tornate puntuali, facendo un balzo di 30 anni ritrovando, fra l’altro, lo spirito pazzoide dei tre, anzi quattro, acchiappanfantasmi. E ci siamo resi conto che non l’avevamo imparato abbastanza a memoria: la “prima” chiamata nell’hotel alla caccia di Slimer, il loro crescente successo fra lo scetticismo dei mass-media, le proteste del dipartimento dell’ambiente, il caso di Dana che si ritrova un “terror dog” nel frigo (ma non trovando nulla, Bill Murray obietterà, “Ma questa è la fiera del precotto!”) e finirà “cane” assieme al verbosissimo vicino di casa (il grande Rick Moranis), il gran finale sul grattacielo. E poi, le due regole fondamentali: mai incrociare i flussi (“E’ male”) e che quando ci chiedono se siamo un Dio, dobbiamo rispondere .
Siamo in grado di definirlo con esattezza? E’ un film horror con risate? Una parodia? Oppure è una commedia con dei sani spaventi?
Non rompiamo, si inchini alla scienza.

E quindi facciamo una bella cosa, Sagome, sabato prossimo è 31 gennaio, vi riunite con degli amici e alle 21 esatte fate partire il vostro dvd o blu-ray di Ghostbusters e decidete voi cosa vi fa più ridere. Assieme a voi, ci saranno tutti i fan del film che si stanno riunendo per una grande visione collettiva organizzata da Ghostbusters Italia.
Siamo pronti a credere in voi!

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