INTERVISTA A GIOVANNI VERNIA

 

Sagoma intervista Giovanni Vernia. Ma non chiamatelo Jonny Groove, è lui il primo a non poterne più.

 

 Abbiamo pizzicato “Dottor Vernia e Mister Groove” dopo una performance di Essiamonoi Revolution, il suo nuovo show, e lo abbiamo tempestato di domande. Quello che ne è uscito è il ritratto di un pediatra mancato ma anche di un’artista mooolto più complesso di quanto la gente non sappia.


D: 
Chi è Giovanni Vernia?
R: Giovanni Vernia è un pazzo. Sembra un tipo posato, ma in realtà è uno da cui non sai mai cosa aspettarti realmente. È uno che ti osserva e all’improvviso tira fuori la tua imitazione.

© Maurizio Raspante

D: Devo stare attento?
RSì! Può essere che appena arrivo a casa studio anche una tua imitazione.

D: Cosa rappresenta per te la comicità?
R: Mi ha riempito la vita, permettendomi di fare ciò che ho sempre desiderato.

D: Quale altro mestiere avresti potuto fare?
R: Il mio sogno nel cassetto era diventare pediatra. Ma la vita è strana, per cui sono diventato prima ingegnere e poi sono finito a fare il comico.

D: Come fa un ingegnere a trasformarsi in un comico?
R: A giocare un ruolo fondamentale è senza dubbio la passione. Anche quando ero in ufficio mi sbattevo veramente parecchio, perché dopo una giornata di lavoro andavo ai laboratori, scrivevo e durante i weekend ero sempre preso a coltivare quello che allora era il mio hobby. Era veramente una cosa che mi piaceva e desideravo portare avanti. Poi ovviamente devi anche sentirlo dentro, il talento è fondamentale, altrimenti fare il comico diventa un’impresa davvero difficile

DIl ricordo più bello della tua carriera?
R: Sicuramente la prima volta a Zelig Off. Sono arrivato per registrare in questo posto pieno di telecamere, macchine in movimento e tutto il resto. Un locale trasformato in un set televisivo vero e proprio, insomma. Ero con il mio autore, e come sono entrato non sono riuscito a trattenere lo stupore e ho detto: “Hanno messo pure la strobo!” La risposta è stata “Certo fratello, l’hanno messa apposta per te”. In quel momento mi sono sentito veramente importantissimo!

DQuello più imbarazzante?
R: L’estate scorsa a Porto Cervo, in occasione del Premio Rodolfo Valentino trasmesso anche da Rai1. Presentava Carlo Conti, la location era un prestigioso albergo e il pubblico era quello “ingessato” delle grandi occasioni di gala. Io dovevo interpretare Jonny Groove e l’intervento ha anche funzionato bene perché lo avevo tarato su quel tipo di target. Il problema è che non esisteva un camerino dietro il palco, per cui mi sono dovuto cambiare direttamente in camera. Sono sceso dalle scale con i vestiti improponibili del mio personaggio e per raggiungere il luogo in cui si registrava son dovuto passare di fronte a una sorta di piazzetta in cui si trovava gente come Andy Garcia, Meryl Streep e tutto il loro entourage. Ovviamente non avevano idea di chi fossi, per cui ricordo perfettamente che si sono girati e mi guardavano come per dire “Ma chi è ‘sto coglione?” È stato piuttosto traumatico.

D: Quale superpotere vorresti avere?
RL’immortalità. Il fatto che un giorno me ne dovrò andare da qua mi da seriamente fastidio.

D: Come riescono a convivere Giovanni Vernia e Johnny Groove?
R: Se devo essere sincero, ultimamente non riescono tanto bene a convivere. Comincio davvero a non sopportare più Johnny, nonostante all’inizio lo adorassi. È diventato troppo invadente.

D: Stai cercando di ucciderlo?
RSì, e devo confessarti che ci sono quasi riuscito! Anzi, vi do la conferma che entro quest’anno, almeno in TV, Jonny morirà. Già nel nuovo spettacolo ricopre un ruolo assolutamente marginale rispetto a Giovanni, che invece è il vero protagonista, che sta prendendo la rivincita sul suo alter ego. Johnny esisterà sui canali ufficiali, youtube e facebook, ma cercherò di evitare la sovraesposizione di cui ha goduto nell’ultimo periodo e che alla lunga rischia di stufare il pubblico.

DSei passato dall’ufficio alla TV e poi al teatro. In quale dimensione ti senti più a tuo agio?
R: In teatro, perché mi diverto come un pazzo! Mi piace avere il pubblico vicino, adoro parlarci, coinvolgerlo e sentire le vibrazioni che emana. Sono poi cosciente che la televisione sia una vetrina importantissima, che mi permette di dedicarmi all’attività che apprezzo maggiormente. Chi mi cagherebbe altrimenti in teatro? Poi anche parlando di TV, bisogna tenere conto che bisogna mantenere un certo livello qualitativo. I primi anni sono stati fatti bene, poi a un certo punto bisogna anche avere le palle per dire “Jonny Groove, in TV, ha fatto il suo corso” e provare a proporre dell’altro e riuscire in qualche modo a stupire gli spettatori senza deluderli.

D: Ma quindi c’è qualcosa di nuovo in cantiere?
R: C’è un progetto su cui punto molto, ma per il momento non posso rivelare nulla. È tutto ancora Top Secret. Si tratta di spettacolo, ma non è televisione né teatro. Ci sto lavorando da un bel po’ e non dirò nulla finché non sarà ufficializzata!

DPorgi i saluti di Johnny.
R: Ciao fratelli di Sagòma. Sagòma spacca, anche se non so in che provincia è!

DOra quelli di Giovanni.
R: Ciao Sagoma e ricordate che, comunque vada, il vostro sito avrà sempre meno accessi del mio!

 

Carlo Amatetti

Author: Carlo Amatetti

Carlo Amatetti è l'editore di Sagoma, casa editrice specializzata in comicità e humour. Combatte da sempre per l'idea che anche la comicità debba entrare a buon diritto nell'ambito della cultura. Sorprendendosi che si debba ancora farlo...

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