ERDOGAN, LA MERKEL E L’ARROGANZA DEL POTERE

Scandalo a corte! Il governo tedesco dà l’ok a procedere contro il comico tedesco Jan Böhmermann, reo di aver offeso con un brano satirico “Sua Santità Democrazia” Recep Tayyip Erdoğan.

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Erdogan in versione santino

La diplomazia esiste per evitare che il mondo litighi troppo. Dobbiamo constatare che era dai tempi della Guerra Fredda che gli ambasciatori non lavoravano così tanto. L’Italia ha grandi problemi con l’India e con l’Egitto, Israele col Libano, gli USA con la Russia e la Russia col resto del mondo. I Cinesi non amano i Giapponesi per colpa delle isole Diaoyu, i Giapponesi hanno problemi con i Koreani del Sud e del Nord che però sono divisi in due nazioni. La Korea del Nord minaccia un giorno sì e uno no di lanciare una bomba atomica. Adesso per colpa di una risata di troppo, Turchia e Germania sono alle strette e la Merkel sta rischiando il suo chiacchieratissimo Lato B.

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Cosa faccio, un pernacchio?

Ma cosa è successo? Durante un programma di satira politica, Extra 3, trasmesso dall’emittente pubblica NDR, è stato trasmesso un rap in cui si criticava la gestione di Erdogan. Ankara era fortemente irritata da ciò.  All’irritazione di Ankara la risposta del comico Jan Böhmermann. Il 31 marzo durante la trasmissione Neo Magazin Royale sul canale ZDFneo, il comico legge la poesia Erdowie, Erdowo, Erdogan. Böhmermann annuncia  di voler esemplificare i confini che dividono la satira (coperta dall’articolo 5 della Costituzione tedesca sulla libertà d’espressione) dall’oltraggio (punibile invece per legge).  «Quello che seguirà è qualcosa che non si può fare, se venisse letta pubblicamente sarebbe vietata in Germania».

Il testo è molto duro e offensivo nei confronti del Premier Turco Erdogan. Per questo Erdogan ha querelato Böhmermann per diffamazione personale. In più il governo di Ankara ha chiesto ufficialmente alla Germania, attraverso una nota diplomatica consegnata al ministero degli Esteri tedesco, di autorizzare l’apertura di un procedimento penale contro Böhmermann per diffamazione di un capo di stato straniero.

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Più volte la Satira si è interrogata sui propri limiti. Quando inizieranno a farlo anche loro?

È di oggi la notizia che la Merkel  ha autorizzato il processo al comico che dovrà rispondere delle accuse diffamazione nei confronti di Erdogan e di diffamazione di un capo di Stato straniero nei confronti del governo di Ankara.

La scelta del governo tedesco stupisce, soprattutto se si considerano le forti ombre che pesano sulla figura di Erdogan. Böhmermann non è un pazzo, e anche se avesse superato i limiti della decenza, ha trattato Erdogan semplicemente come un Re Nudo palesando quello che tutti i Capi di Stato fingono di non vedere. Ancora una volta la satira viene accusata di essere offensiva lì dove la democrazia e la verità vengono offese quotidianamente. Come se veramente le parole uccidessero più delle armi. Alla luce di ciò la scelta del governo tedesco fa venire i brividi.

Infatti Erdogan non è un presidente come i suoi colleghi della Comunità Europea. Il suo governo ha in questi anni posto dei forti freni alle libertà individuali e di espressione. Pochi mesi fa tre giornalisti di VICE sono stati accusati di terrorismo e i Social Network turchi subiscono continuamente forti rallentamenti che puzzano di censura. Pare che anche le elezioni del 2015 non siano state così cristalline come Erdogan si ostina a far credere al mondo. O come il mondo finge di credere. Insomma non si può affermare che Erdogan sia un dittatore, ma non si può affermare neanche il contrario: una cosa certa, nel suo agire ci sono più ombre che luci, e una poesia satirica è il minimo che una politico del genere dovrebbe attendersi.

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Il comico Jan Böhmermann

Invece ha reagito gridando allo scandalo. Con retorica ottocentesca ha parlato di offesa alla Nazione.

Prima della scelta della Merkel, la Germania aveva mostrato la sua indignazione nei confronti di Ankara con la petizione Libertà per Böhmermann. Che aveva raccolto 100.000 firme in sole 36 ore.

Risibile la posizione del vicepremier turco Numan Kurtulmus, per la quale il comico Böhmermann ha offeso non solo Erdogan, ma «78 milioni di turchi» e ha commesso «un grave crimine contro l’umanità». Su quest’ultima frase, sui “crimini contro l’umanità” sentirei l’opinione dei curdi e di quei turchi che Erdogan non l’hanno votato e che pare siano molto di più di quello che le ultime elezioni in Turchia hanno sancito. A occhio e croce 77.999.998.

 

Raffaele Palumbo

Author: Raffaele Palumbo

Figlio non riconosciuto di Virginia Woolfe e Irvine Welsh, fu concepito nella peggiore toilette della Scozia la notte in cui il Muro di Berlino cadde nel Cielo Sopra Berlino. Ama scippare alle poste, fare l'aperivita fra Corso Como 10 e il Frida, trollare sul web. Dopo aver donato il fegato ai peggiori bar di Caracas si è laureato in Lettere Moderne all'Università Federico II di Kagoshima corrompendo tutti i prof. col frutto dei suoi scippi. Nella vita si occupa di tecnologia e umorismo. È bipolare. Non vede i refuusi.

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