JE’SUIS DIEUDONNÉ

Due mesi di carcere per Dieudonné. Ecco la sentenza della corte di Liegi per il comico francese.

Dieudonné M’bala M’bala torna a far discutere la Francia. Dopo i fatti di Parigi legati a Charlie Hebdo, il comico scrisse su Facebook di sentirsi “Charlie Coulibaly”; unendo il nome del giornale satirico colpito dagli attentatori e quello di uno dei terroristi, Amedy Coulibaly, che invece colpì in un supermercato ebraico. Il post fu rimosso dal social network dopo numerose critiche e valse al Dieudonnè l’accusa di apologia del terrorismo.

Oggi la corte di Liegi ha condannato il controverso artista a due mesi di carcere e 9mila euro di multa per incitamento all’odio e alla diffusione di discorsi discriminatori, antisemiti, negazionisti e revisionisti durante uno spettacolo a Herstal il 14 marzo 2012. Lo spettacolo era stato organizzato dall’associazione dei giovani di Bressoux-Droixhe e vi avevano preso parte 1.100 persone.

Il comico francese in passato si era difeso affermando: “faccio solo ridere della morte”.

La stessa Francia che onora i vignettisti ora imprigiona chi fa satira (per quanto nera). Sorge spontaneo domandarsi quali siano i limiti che dobbiamo porci quando trattiamo questi argomenti. E se, ponendoceli, si possa continuare a parlare di satira.

 

Riccardo Assi

Author: Riccardo Assi

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