LA BLACK COMEDY SBANCA ROMA

 

Festival Internazionale del Film di Roma: vince l’irriverente “Kill me please”.

La dura legge della risata vale anche nella Capitale. La commedia nerissima sull’eutanasia “Kill Me Please”, firmata da Olias Barco, al festival ha convinto proprio tutti. Olias Barco, al suo secondo lungometraggio, ha steso al tappeto la giuria internazionale presieduta da Sergio Castellitto e composta dalla giornalista e scrittrice Natalia Aspesi, il regista Ulu Grosbard, lo scrittore Patrick McGrath, il regista Edgar Reitz e la direttrice del Museo della Arti Multimediali di Mosca Olga Sviblova.

“Ho fatto un film punk e sono stato premiato da una giuria punk”. Queste le parole con cui Olias Barco ha preso tra le sue mani il Marc’Aurelio d’oro. Ha poi ringraziato il direttore artistico Piera Detassis “che si e’ assunta il rischio di selezionare questo film”.

Barco ha ammesso di essersi ispirato al “nostro” Marco Ferreri. “E’ stato lui e il cinema italiano ad ispirare il mio film.”

Commedia in bianco e nero, nerissima e grottesca, ha mietuto risate a perdifiato con il sogno del Dr Kruger: creare una struttura terapeutica dove la morte non venga più considerata una incontrollata fatalità, ma un atto consapevole svolto con assistenza medica. La sua clinica esclusiva è il catalizzatore di un nugolo di personaggi ben strani, tutti desiderosi di morire: un famoso comico con un cancro incurabile, un oscuro commesso viaggiatore, un ricco erede, una bella autolesioniste, un vecchio cabarettista afono e un maniaco del gioco d’azzardo. Ma ben presto il dottor Kruger è costretto a prendere atto che è sempre la Morte a decidere quando colpire.

Sagoma plaude alla scelta di Castellitto & Co. e invita tutti ad andare a vedere il film non appena giungerà nelle sale. Mi raccomando!

Carlo Amatetti

Author: Carlo Amatetti

Carlo Amatetti è l'editore di Sagoma, casa editrice specializzata in comicità e humour. Combatte da sempre per l'idea che anche la comicità debba entrare a buon diritto nell'ambito della cultura. Sorprendendosi che si debba ancora farlo...

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