LA BRUTTA FINE DI BRENDAN FRASER

Chi si ricorda più di Brendan Fraser dopo quel po’ po’ di capolavoro di Puzzole alla Riscossa? La carriera del “bello” della commedia americana è  in caduta libera per due motivi, uno peggiore dell’altro. Scopriamo quali.

Belloccio, simpatico e dotato, Brendan Fraser sembrava dovesse soggiornare a lungo nell’Olimpo di Hollywood. E invece, dopo vent’anni di onorata e spesso gloriosa carriera, se ne sono perse progressivamente le tracce. I film sono diventati sempre meno kolossal, sempre più insipidi e poi… la definitiva scomparsa. Ma andiamo per ordine.

Nato nell’Indiana, la sua famiglia è stata a lungo girovaga al seguito del padre, un funzionario del servizio estero dell’ufficio del turismo del governo canadese. Ha vissuto a Detroit, Seattle, Ottawa ed anche in Europa, prima nei Paesi Bassi e successivamente in Svizzera.

Dotato di un gran fisico e di una simpatica faccia da schiaffi, non deve aspettare molto per debuttare sul grande schermo. Accade nel 1991, con Dogfight: Una storia d’amore, cui seguono a ruota commedie come Il mio amico scongelato (1992), Un pezzo da 20 (1993), 110 e lode (1994) e Airheads – Una band da lanciare (1994).

La sua carriera decolla nel 1997 grazie al clamoroso successo commerciale di George re della giungla…?, commedia ispirata a un popolare cartoon. Siamo praticamente all’apice della sua carriera. Un triennio, quello dal 1997 al 1999 che lo vede protagonista anche del crepuscolare Demoni e Dei, in cui mostra le sue doti recitative accanto al mostro sacro Ian McKellen e del kolossal La Mummia (1999), grazie al quale entra a tutti gli effetti nell’Olimpo dei divi di Hollywood. Nello stesso triennio anche l’imperdibile chicca Blast From The Past accanto a un grandioso Cristopher Walken.

IL nuovo millennio procede senza grossi scossoni. Brendan sembra diventare il protagonista perfetto di film semi-animati o tratti da cartoni animati come in Dudley Do-Right (1999), Monkeybone (2001) e Looney Tunes: Back in Action (2003). Nel frattempo (2001) fa nuovamente il botto con il sequel La mummia – Il ritorno e nel 2004 dimostra ancora una volta di poter interpretare benissimo ruoli più complessi e drammatici in Crash – Contatto fisico.

Con film come Inkheart – La leggenda di cuore d’inchiostro, Viaggio al centro della terra 3D e il terzo film de La mummia, La mummia – La tomba dell’Imperatore Dragone la carriera di Fraser sembra ormai saldamente ancorata ai binari del successo.

 

la brutta fine di brendan fraser

Ma tutto comincia a scricchiolare nel 2007. Ancora un passo indietro: al party per il 4 luglio 1993 incontra in casa di Winona Ryder l’attrice Afton Smith (che avrà una carriera risibile, i cui vertici saranno ruoli minori in Giovani, carini e disoccupatiPomodori verdi fritti alla fermata del treno)  che sposa cinque anni più tardi e dalla quale, tra il 2002 e il 2006, ha 3 bambini, Griffin Arthur (…), Holden Fletcher (…!) e Leland (fiuuu). Il 26 dicembre 2007 il portavoce dell’attore conferma la notizia del divorzio tra i due, che ha poi luogo nell’aprile dell’anno successivo. Le cose da quel momento precipitano. La bionda Afton si vede assegnare un assegno annuale di 900mila dollari (oltre a 300mila dollari per il mantenimento dei bambini), del resto più che fisiologici dato che il marito è un nome da 45 milioni di dollari. Il problema è che da quel momento in poi la sua carriera comincia a prendere una brutta piega, punteggiata da piccoli film (Misure Straordinarie, 2010), commedie disastrose (Puzzole alla Riscossa, 2010) e doppiaggi.

La vera mazzata risale però al 2013: durante l’uragano Sandy un albero collassa sulla sua casa del Connecticut. Nel tentativo di ripararla Brendan, allora 44enne, si infortuna gravemente alla schiena. È costretto a lunghi mesi di riabilitazione in una clinica di Beverly Hills. Alla fine, oltre a mettere su qualche chilo, arriva una sentenza tombale: non potrà più fare (senza un stunt controfigura) scene d’azione. Costretto a lavorare comunque da rate di alimenti milionarie (di cui ha chiesto comunque una riduzione), Brendan Fraser ha cominciato ad accettare qualsiasi cosa. Di qui una filmografia che negli ultimi due anni riporta solo filmetti, parti secondarie e doppiaggi. Davvero una brutta fine per una delle grandi star di Hollywood.

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Carlo Amatetti

Author: Carlo Amatetti

Carlo Amatetti è l'editore di Sagoma, casa editrice specializzata in comicità e humour. Combatte da sempre per l'idea che anche la comicità debba entrare a buon diritto nell'ambito della cultura. Sorprendendosi che si debba ancora farlo...

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