L’ABBIAMO FATTA GROSSA

 

L’ABBIAMO FATTA GROSSA

Titolo: L’abbiamo fatta grossa Regia: Rob Letterman. Interpreti: Carlo Verdone, Antonio Albanese, Anna Kasyan, Francesca Fiume, Clotilde Sabatino, Federico Ceci. Genere: Commedia. Durata: 112 min. Nazione, anno: ITA 2016. Uscita: 26 gennaio 2016.

L’ABBIAMO FATTA GROSSA – SINOSSI E RECENSIONE

L’ABBIAMO FATTA GROSSA – SINOSSI

Yuri Pelagatti (Antonio Albanese) è un attore di teatro che, traumatizzato dalla separazione, non riesce più a ricordare le battute in scena. Arturo Merlino (Carlo Verdone) è un investigatore squattrinato che ancora vive a casa della vecchia zia vedova. Yuri vuole le prove dell’infedeltà della ex moglie ed assume Arturo credendolo un super investigatore. Ma Arturo non è proprio Poirot! Per errore entrano in possesso di una misteriosa valigetta che contiene un milione di euro: una serie di guai li coinvolgerà in tante rocambolesche avventure.

L’ABBIAMO FATTA GROSSA – VI DICIAMO LA NOSTRA

Iniziamo dalla cosa più importante: tutto sommato il film fa ridere. Come commedia ci può stare.
Adesso invece pensate ai duo comici del secolo breve: Stanlio e Ollio, Gianni e Pinotto, Lewis e Martin. Poi pensate a quelli più recenti: Lillo&Greg, Ficarra e Picone, Luca e Paolo. Ecco ora inquadrate il duo di questo film: Verdone e Albanese. Ma non vi sembrano gemelli? Uno dei limiti di questo divertente film è la somiglianza troppo marcata dei due protagonisti. La cosa non funziona benissimo e spesso il realismo verdoniano tozza un po’ troppo con la recitazione fisica di Albanese. Insomma la differenza fra i due non è fisica, ma nell’approcciarsi alla scena e il problema è che siamo in un film non in un saggio di tecnica teatrale.

Il divertimento nasce più dalle situazioni che dalla capacità del duo di improvvisare o creare gag, e in questo scenario Verdone giganteggia nei confronti di Albanese, rendendolo più spalla che protagonista, ma anche quando si parla di co-protagonista, sembra che Verdone abbia più feeling con Anna Kasyan (che interpreta Lena).
Un film divertente, un’occasione sprecata.

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Raffaele Palumbo

Author: Raffaele Palumbo

Figlio non riconosciuto di Virginia Woolfe e Irvine Welsh, fu concepito nella peggiore toilette della Scozia la notte in cui il Muro di Berlino cadde nel Cielo Sopra Berlino. Ama scippare alle poste, fare l'aperivita fra Corso Como 10 e il Frida, trollare sul web. Dopo aver donato il fegato ai peggiori bar di Caracas si è laureato in Lettere Moderne all'Università Federico II di Kagoshima corrompendo tutti i prof. col frutto dei suoi scippi. Nella vita si occupa di tecnologia e umorismo. È bipolare. Non vede i refuusi.

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