L’IMPERO COLPISCE ANCORA

 

C’è nuova vita in RAI? Assolutamente no! Saverio Raimondo è il primo trombato dal finto nuovo che avanza rappresentato dal neo dg Antonio Campo Dall’Orto.

Se andate nella sede della RAI a Roma, ad accogliervi troverete il famoso Cavallo Morente scolpito da Francesco Messina. Guardatelo bene, si vedono le palle. Fotografatele con la mente perché sono l’ultimo paio di palle che vedrete una volta varcata la soglia della RAI.  E, per restare in tema, la notizia è di quelle che le fa girare ampiamente, LE PALLE: e lo sapete perché?

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lo stallone morente_francesco messinaPerché il primo teletrombato della gestione del nuovo dg Antonio Campo Dall’Orto è Saverio Raimondo, uno dei pochi dai tempi di Renzo Arbore che ha osato portare qualcosa di innovativo nella TV di Stato. Come potete leggere in questa intervista, Campo Dall’Orto avrebbe dovuto rinnovare i linguaggi e le piattaforme, portando discontinuità col passato. E la prima scelta qual è? Trombare l’unico anchorman satirico che proprio sul Web con il suo Dopofestival aveva sbaragliato tutti e si era spinto lì-dove-non-osano-i-Carlo-Conti. Tanto che subito due altri noti innovatori e amanti della libertà e della satira come Maurizio Gasparri e Alessandro Pagano avevano chiesto provvedimenti contro Saverio per le sue battute poco affini al sentire contemporaneo della famiglia cristiana.

Cosa dire? In un nostro sondaggio Saverio Raimondo si era aggiudicato il titolo di miglior comico del festival di Sanremo, ma a vedere in faccia il neo dg della RAI si capisce subito chiara una cosa: scordatevi l’innovazione che di sicuro non c’è più un cazzo da ridere.

Raggiunto dalla nostra trafelata redazione, il buon Raimondo ha lasciato una dichiarazione in realtà conciliante: “Non mi sento certo un epurato. Mi hanno dato un progetto da fare, l’ho fatto, l’azienda ha ben guadagnato. Insomma, tutto bene. In RAI, in realtà, i nuovi vertici sembrerebbe stiano davvero dettando una nuova linea editoriale, ma alcuni dei dirigenti che dovrebbero metterla in pratica sembrerebbe stiano facendo esattamente il contrario. Mi sento tuttavia di dire che tutto il gruppo di lavoro del DopoFestival rimane ancora interessato a sviluppare un prodotto nuovo – sempre per il Web – per la RAI, se quest’ultima fosse davvero interessata a sviluppare nuovi format al passo coi tempi, sia come struttura che come linguaggio”.

 

Raffaele Palumbo

Author: Raffaele Palumbo

Figlio non riconosciuto di Virginia Woolfe e Irvine Welsh, fu concepito nella peggiore toilette della Scozia la notte in cui il Muro di Berlino cadde nel Cielo Sopra Berlino. Ama scippare alle poste, fare l'aperivita fra Corso Como 10 e il Frida, trollare sul web. Dopo aver donato il fegato ai peggiori bar di Caracas si è laureato in Lettere Moderne all'Università Federico II di Kagoshima corrompendo tutti i prof. col frutto dei suoi scippi. Nella vita si occupa di tecnologia e umorismo. È bipolare. Non vede i refuusi.

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