MA BEETHOVEN FA RIDERE?

 

Il pianista Alfred Brendel a Roma ha parlato di un tema serissimo: può la musica essere comica?

Da bambino, rovistando nella collezione di dischi di musica classica di mio padre (magari gli over 40 se la ricorderanno: Fabbri Editore, copertina bianca con il ritratto del musicista in bella posa), leggevo spesso la scritta “al pianoforte Alfred Brendel”. Domenica sera 27 febbraio, all’Auditorium di Roma, mi sono trovato davanti a Herr Alfred Brendel in carne e ossa; a 80 anni ha smesso di suonare e gira il mondo con lezioni e conferenze. Come quella, interessantissima, a cui ho assistito: “Il Sublime a rovescio: può la musica seria essere comica?”

Ma certo che sì. E se pensate che nella conferenza si parli di Opera, di Mozart o Rossini, siete fuori strada. Troppo facile trovare la comicità in una musica eccelsa ma che è un tutt’uno con testi “buffi” e un azione scenica già di per sé divertente. No. Brendel parla del “Sublime a rovescio” proprio parlando del Sublime in musica. Beethoven, per esempio, o il sommo Haydn. Insomma, classicismo viennese al cubo. Ma come facciamo ad associare il ritratto leonino di Beethoven o la parrucca codina di Haydn alla comicità? Semplicemente come facciamo per tutti gli altri linguaggi, destrutturandoli e inserendo in un codice con i suoi schemi e la sua grammatica delle incongruenze che rompano l’aspettativa dello spettatore.

Anzi, in questo caso dell’ascoltatore. Il che significa, nel caso del linguaggio musicale, giocare con la tonalità, le indicazioni dinamiche, il tempo, i ritmi, le variazioni. Creare effetti caricaturali, idee fisse, ripetizioni, perfino parodie. Cioè, appunto, creare comicità. Questa volta non su un palco, ma “dentro” ad una sonata di Haydn o alle Variazioni Diabelli di Beethoven. Brendel conclude la sua lezione attaccando con ironia il suo ambiente e la rigidità ieratica tipica dell’ interprete di musica classica, assolutamente agli antipodi di qualsiasi espressione umoristica.

E a chi ripete di essere scettico di fronte alla sua analisi poco seria della musica seria per eccellenza, Brendel risponde che preferisce pensare che la comicità faccia parte della vita e di qualsiasi forma di arte. Ed è in buona compagnia perché – conclude Brendel – se oggi Haydn e Beethoven fossero vivi, la penserebbero come lui. E ci riderebbero sopra.

 

Max Morini

Author: Max Morini

Max Morini è la metà artistica dei Morinibros, coppia romana di autori comici-satirici, direttori dell’ Accademia del Comico Roma. Dopo vent’anni alle prese con la “sua” comicità non ha perso ancora il vizio di parlare della comicità degli altri e scrivere recensioni.

Share This Post On