FELDMAN MARTY

 

Nome: Martin Alan
Data di nascita: 08-07-1933
Luogo di nascita: Londra
Oggi: Deceduto (2/12/1982, Città del Messico)
Curiosità: Una settimana prima di morire dichiarò: “Sono troppo vecchio per morire giovane, e troppo giovane per crescere”.

La battuta: Potrebbe esser peggio. Potrebbe piovere.

Fa ridere perché:

Oltre quella faccia incredibile c’è di più: un misto di abilità comica, sensibilità e intelligenza che hanno portato ad alcune delle migliori caratterizzazioni comiche di sempre.

Biografia di Marty Feldman:

Se la faccia è il tesoro più prezioso per un comico, quella di Marty Feldman non ha prezzo. Ma quegli occhi fuori dalle orbite, che lo fanno sembrare un fumetto in carne e ossa, non sono sempre stati così. Sono il risultato di un disturbo alla tiroide e di un’operazione subita poco prima dei trent’anni. Figlio di ucraini immigrati a Londra, Martin trascorre la sua infanzia nell’East End. La miserrima suburbia inglese è una giungla dove vige la legge del più forte e Martin non è un duro ma un teen-ager dall’animo gentile che ama scrivere poesie. Tuttavia un ambiente così machista (in un incontro di boxe gli sfasciano il naso) lo aiuta a sviluppare quell’ironia che gli permette di prendere in giro se stesso e gli altri. A 15 anni lascia la scuola e si mette a fare mille lavori, tra i più assurdi l’esperto di corse dei levrieri (quello che dà le dritte), il ragazzo che canta i telegrammi e l’assistente di un fachiro indiano. Tenta la strada del jazz finché non partecipa a uno show e vince il titolo di “Peggiore trombettista del mondo”. A quel punto le sue velleità musicali vengono meno e si trasformano in voglia di divertire. Entra nel mondo della commedia sul finire degli anni Cinquanta, come autore per programmi radio-televisivi della BBC, ma ben presto la sua forte verve comica lo spinge davanti a un pubblico. In pochi anni diventa uno dei comedian più divertenti del Regno Unito ma il suo aspetto esteriore è per lui croce e delizia. Indubbiamente essere un freak lo agevola, ma quando scende dai palchi o dai set e riguarda le sue performance, Marty si sente male, arrivando a provare disgusto per il proprio aspetto. I telespettatori americani lo vedono per la prima volta nello show Dean Martin Presents the Golddiggers (1968) ma il capolavoro lo costruisce in Frankenstein Junior (1974) con il ruolo di Igor (leggi Aigor), in cui Feldman mette in mostra le sue naturali doti di giullare e una fisicità pazzesca. Dopo L’ultima Follia di Mel Brooks (1976) e Io, Beau Geste e la Legione Straniera (1977), che lo vede impegnato come regista, Feldman è un personaggio amato e popolarissimo. Sembra lanciato verso una luminosa carriera quando, nel 1982, la morte lo coglie in modo inaspettato e surreale, come è stata tutta la sua vita: “Sono troppo vecchio per morire giovane e troppo giovane per crescere”. Una settimana dopo aver pronunciato questa frase, Marty Feldman muore per aver mangiato un piatto di crostacei avariati a Città del Messico, dove erano in corso le riprese di Barbagialla (1982). Secondo Mel Brooks la sua scomparsa è da imputare soprattutto al suo stile di vita a rischio: in un’intervista per gli extra del DVD di Frankenstein Junior, il cineasta rivela che Feldman fumava mezza stecca di sigarette al giorno, ingurgitava litri di caffè e mangiava tantissime uova per compensare la carenza di carne (era vegetariano). Una dieta che avrebbe ostruito le arterie di un elefante. Oggi riposa nella Forest Lawn sulle Hollywood Hills, in fianco alla tomba del suo grande idolo Buster Keaton. L’unica biografia mai scritta su di lui è stata pubblicata anche in Italia da Sagoma Editore: Marty Feldman – Vita di Una Leggenda, di Robert Ross.

 

Filmografia Marty Feldman:

  • Barbagialla, il terrore dei sette mari e mezzo (1983)
  • Comiche dell’altro mondo (1982)
  • Frate Ambrogio (1980)
  • Io, Beau Geste e la legione straniera (1977)
  • L’ultima follia di Mel Brooks (1976)
  • 40 gradi all’ombra del lenzuolo (1976)
  • Il fratello più furbo di Sherlock Holmes (1975)
  • Frankenstein Junior (1974)
  • Il signore resta a pranzo (1972)
  • The Magnificent Seven Deadly Sins (1971)
  • Ogni uomo dovrebbe averne due (1970)
  • The Bed-Sitting Room (1969)
Carlo Amatetti

Author: Carlo Amatetti

Carlo Amatetti è l'editore di Sagoma, casa editrice specializzata in comicità e humour. Combatte da sempre per l'idea che anche la comicità debba entrare a buon diritto nell'ambito della cultura. Sorprendendosi che si debba ancora farlo...

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