MY OLD LADY

 

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Il celebrato drammaturgo Israel Horovitz con My Old Lady debutta dietro alla macchina da presa con una delle pièce che lo hanno reso famoso. Ma, per dirla tutta, il passaggio dal teatro al cinema non si è realizzato compiutamente…

Regia di: Israel Horovitz. Interpreti: Kevin Kline, Maggie Smith, Kristin Scott Thomas, Dominique Pinon, Noémie Lvovsky Genere: commedia. Durata:  106 min. Nazione, anno: USA, FRA 2014. Uscita: 20 novembre 2014.

MY OLD LADY – SINOSSI E RECENSIONE

MY OLD LADY – SINOSSI

Mathias (Kevin Kline), un giramondo newyorkese, si reca a Parigi per liquidare un lussuoso appartamento ereditato dal padre. Una volta a Parigi, Mathias scopre che nel suo appartamento risiede un’anziana signora di nome Mathilde (Maggie Smith) insieme alla figlia Chloé (Kristin Scott Thomas). Non solo la casa è occupata, ma Mathias scopre di doversi addossare un vitalizio di 2.400 Euro nei confronti della sua anziana inquilina, lo stesso che il padre ha pagato per una vita. Dovrà quindi trovare il modo per “liberare” l’appartamento e riuscire finalmente a venderlo, ma la forzata frequentazione sarà l’occasione per scoprire i mille segreti del padre e per riscrivere anche la propria vita.

MY OLD LADY – VI DICIAMO LA NOSTRA

A pensarci bene il debutto cinematografico di Horovitz non poteva che essere questo. Grande attenzione per la psicologia dei personaggi e per i dialoghi, ma ancora una scarsa padronanza degli aspetti visuali del nuovo mezzo. Su quest’ultima carenza ha lavorato con umiltà affidandosi allo “sguardo” di colleghi illustri, come quello di un Woody Allen, di cui sembra mutuare l’approccio fotografico. Il risultato è qualcosa di poco originale, ma sicuramente funzionale alla narrazione. Che è già un bene. Anche perché la narrazione non può che essere solida, così come solidi sono i personaggi, incarnati da un trittico di attori che fanno a gara per chi è più in palla. Solo per signorilità, decidiamo di dare la vittoria alla decana Smith. Ovviamente non è un film-da-ridere, ma una commedia sentimentale che nasce per essere qualcosa di più profondo, ma forse non ci riesce appieno.

 

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Author: Redazione

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