NOVE LUNE E MEZZA

Nove lune e mezza

Regia: Michela Andreozzi Con: Claudia Gerini, Giorgio Pasotti, Lillo, Michela Andreozzi, Alessandro Tiberi, Claudia Potenza, Massimiliano Vado, Nunzia Schiano, Stefano Fresi, Nello Mascia, Paola Tiziana Cruciani. Genere: Commedia, Musical.  Durata: 90 min. Nazione, anno:  Italia, 2017. Uscita: 13 ottobre 2017.

Nove lune e mezza

Nove lune e mezza – SINOSSI
Due donne di oggi, due sorelle, due modi diametralmente opposti di stare al mondo: Livia e Tina entrambe sulla quarantina, tanto unite quanto diverse. Livia (Claudia Gerini) è una violoncellista dall’anima rock. Modesta, detta Tina (Michela Andreozzi), è un timido vigile urbano che ha messo da parte la laurea per il posto fisso. Entrambe hanno un compagno: Livia convive con Fabio (Giorgio Pasotti) un osteopata dolce e carismatico, Tina con Gianni (Lillo) un collega ordinario e intollerante. Livia difende da sempre la sua posizione di donna che non desidera avere figli, mentre Tina tenta da anni di restare incinta, senza risultato: quando Tina, dopo tanti tentativi inizia a perdere la testa, Livia, consigliata dall’amico ginecologo, l’audace Nicola (Stefano Fresi), decide di portare avanti una gravidanza per lei. Nei successivi nove mesi, Livia dovrà nascondere la pancia crescente, mentre Tina fingerà di essere incinta, dando vita a una serie di situazioni tragicomiche.

 

Nove lune e mezza – RECENSIONE
Film partorito dalla regista Michela Andreozzi  e che affronta un tema importante su cui in Italia e nel mondo c’è ancora un forte dibattito: la maternità surrogata. E lo fa evitando di schierarsi od offrendo un punto di vista, non avendo un’idea sulla questione, non giudicando, non dando risposte o spunti. Mica male. Se fossi un emoticon in questo momento starei piangendo 🙁
Per evitare questo vuoto assoluto, il film si affida totalmente alla bravura degli attori, che sciorinano battute, intrecci ed equivoci con la stessa grazia di una barzelletta divertente che concluso il racconto, muore lì.
Alla fine l’unica domanda che viene in mente è una ed unica: ma chi ha curato questo film, ha pensato che il confronto con pellicole che trattano temi simili sarebbe stato impietoso? E soprattutto, l’avrà visto quel piccolo capolavoro indie che è stato Juno?

 

 

Author: Raffaele Palumbo

Figlio non riconosciuto di Virginia Woolfe e Irvine Welsh, fu concepito nella peggiore toilette della Scozia la notte in cui il Muro di Berlino cadde nel Cielo Sopra Berlino. Ama scippare alle poste, fare l'aperivita fra Corso Como 10 e il Frida, trollare sul web. Dopo aver donato il fegato ai peggiori bar di Caracas si è laureato in Lettere Moderne all'Università Federico II di Kagoshima corrompendo tutti i prof. col frutto dei suoi scippi. Nella vita si occupa di tecnologia e umorismo. È bipolare. Non vede i refuusi.

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