OSCAR 2015: VINCONO RISATE E MALATTIE

È il trionfo di Birdman, la commedia nera di Alejandro Gonzalez Iñárritu, ma l’Academy ancora una volta per la statuetta come miglior attore e attrice ha privilegiato handicap e malattie. E il grande Michael Keaton è tornato a casa scornato (e noi con lui).

L’ossessivo-compulsività di Hollywood quando si tratta di Oscar è dimostrata anche nella scelta di Birdman, come miglior film: dopo “Argo” e “The Artist”, l’ennesimo film su Hollywood. Insomma: piace celebrare le celebrazioni di se stessi. Chapeau. E questa patologia, come dicevamo, procede anche con la scelta dei migliori interpreti. Qui il metodo è un altro, altrettanto ricorrente e ferale: vince la malattia peggiore. A quindi gongola Eddie Redmayne, che in “La Teoria del tutto” ha interpretato la parte dell’astrofisico britannico Stephen Hawking. Più di così…

Per vincere un Oscar come migliore attrice la malattia è ancor più un obbligo. Per carità, anche qui va bene tutto, ma l’Alzheimer sembra proprio avere quel qualcosa in più. Lo dimostra Julianne Moore, malata di Alzheimer in “Ancora Alice”, bissando il trionfo di Meryl Streep del 2012.

Peccato, perché se l’Academy avesse saputo che imito benissimo uno che ha l’unghia incarnita, magari…

Migliore malattia protagonista (ultimi 5 anni)

Miglior attore protagonista
2015 – Atrofia muscolare progressiva (Eddie Redmayne)
2014 – Aids (Matthew McConaughey)
2013 – –
2012 – –
2011 – Balbuzie (Colin Firth, ti piace vincere facile?)
2010 – Alcolismo (Jeff Bridges)

Migliore attrice protagonista
2015 – Alzheimer (Julianne Moore)
2014 – Problemi psicologici assortiti (Cate Blanchett)
2013 – Ninfomania (manco tanto) latente (Jennifer Lawrence)
2012 – Alzheimer (Meryl Streep)
2011 – Instabilità mentale (Natalie Portman)
2010 – –

TUTTI GLI OSCAR 2015:

– Miglior film: «Birdman» di Alejandro González Iñárritu
– Miglior attrice protagonista: Julianne Moore per «Still Alice»
– Miglior attore protagonista: Eddie Redmayne per «The Theory of Everything»
– Miglior regia: Alejandro Gonzalez Inarritu per «Birdman»
– Miglior sceneggiatura non originale: Graham Moore per «The Imitation Game»
– Miglior sceneggiatura originale: Alejandro G. Iñárritu, Nicolás Giacobone, Alexander Dinelaris Jr. e Armando Bo per « Birdman»
– Miglior colonna sonora: Alexandre Desplat per il film «Grand Budapest Hotel»
– Miglior canzone: «Glory» di John Stephens e Lonnie Lynn nel film Selma
– Miglior documentario: «CitizenFour» di Laura Poitras, Mathilde Bonnefoy e Dirk Wilutzky
– Miglior montaggio: Tom Cross per il film « Whiplash»
– Miglior fotografia: Emmanuel Lubezki per il film Birdman
– Miglior scenografia: Adam Stockhausen e Anna Pinnock per il film «Grand Budapest Hotel»
– Miglior film d’animazione: Don Hall e Chris Williams per il film «Big Hero 6»
– Miglior cortometraggio d’animazione: «Feast» di Patrick Osborne
– Migliori effetti speciali: Paul Franklin, Andrew Lockley, Ian Hunter e Scott Fisher per il film «Interstellar»
– Miglior attrice non protagonista: Patricia Arquette per «Boyhood»
– Miglior sonoro: Alan Robert Murray e Bub Asman per «American Sniper»
– Miglior montaggio: Craig Mann, Ben Wilkins e Thomas Curley per «Whiplash»
-Miglior corto documentario: «Crisis Hotline: Veterans Press 1» di Ellen Goosenberg Kent e Dana Perry
– Miglior corto: «The Phone Call» di Mat Kirkby e James Lucas
– Miglior film straniero: è il film polacco «Ida» diretta da Pawel Pawlikowski
– Miglior trucco: Frances Hannon e Mark Coulier per il «Gran Budapest Hotel»
– Migliori costumi: l’italiana Milena Canonero per il film «Grand Budapest Hotel»
– Miglior attore non protagonista: J.K. Simmons per «Whiplash»

Carlo Amatetti

Author: Carlo Amatetti

Carlo Amatetti è l'editore di Sagoma, casa editrice specializzata in comicità e humour. Combatte da sempre per l'idea che anche la comicità debba entrare a buon diritto nell'ambito della cultura. Sorprendendosi che si debba ancora farlo...

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