PECORE IN ERBA

 

Pecore in Erba, ovvero quando un documentario diventa paradosso.

Regia: Alberto Caviglia. Interpreti: Davide Giordano, Anna Ferruzzo, Bianca Nappi, Mimosa Campironi, Lorenza Indovina, Omero Antonutti. Genere: commedia/mockumentary. Durata: 87 min. Nazione, anno: ITA, 2015. Uscita: 1 ottobre 2015.

PECORE IN ERBA – SINOSSI E RECENSIONE

PECORE IN ERBA – SINOSSI

Luglio 2006. Leonardo Zuliani è scomparso. Da Trastevere la clamorosa notizia diventa vera e propria emergenza nazionale mentre un innumerevole gruppo di seguaci si accalca davanti alla casa del giovane attivista. La mamma è disperata, il quartiere paralizzato. Alla televisione ogni canale parla di lui, tutte le autorità esprimono la loro solidarietà alla famiglia. Molti non vogliono crederci, forse sperano sia un’altra delle sue trovate. Genio della comunicazione, fumettista di successo, stilista visionario, scrittore di grido, attivista dei diritti civili: ma chi è veramente Leonardo?

PECORE IN ERBA – VI DICIAMO LA NOSTRA

L’esordiente Alberto Caviglia crea un divertente e surreale falso documentario (in concorso alla Biennale di Venezia nella sezione Orizzonti) basandosi su un paradosso: se l’antisemitismo è l’amore per l’odio, impedire a un’antisemita di odiare è come impedire a una persona di amare. Basandosi su tale assunto nel documentario odio, razzismo e antisemitismo vengono accettati dalla società diventando quasi dei valori. Per rendere ancora più graffiante l’opera, Caviglia usa una tecnica cinematografica molto suggestiva, cinematograficamente nota come mockumentary (usata per intenderci in film tipo Cloverfield, The Blair Witch Project e il nostrano L’Era Legale). Molto divertente è il coinvolgimento dei protagonisti della TV italiana e di quella che un tempo sarebbe stata denominata come Intellighenzia di Sinistra che partecipano in massa al film: fra i tantissimi ci sono Fazio, Elio, Mentana, Pannofino, De Bortoli, Freccero e Sgarbi. Il risultato è un’opera paradossale, forse un po’ lunga, ma che con le sue false verità sicuramente fa sorridere lo spettatore stimolandolo a riflettere sui temi affrontati.
Alberto Caviglia, buona la prima!

Raffaele Palumbo

Author: Raffaele Palumbo

Figlio non riconosciuto di Virginia Woolfe e Irvine Welsh, fu concepito nella peggiore toilette della Scozia la notte in cui il Muro di Berlino cadde nel Cielo Sopra Berlino. Ama scippare alle poste, fare l'aperivita fra Corso Como 10 e il Frida, trollare sul web. Dopo aver donato il fegato ai peggiori bar di Caracas si è laureato in Lettere Moderne all'Università Federico II di Kagoshima corrompendo tutti i prof. col frutto dei suoi scippi. Nella vita si occupa di tecnologia e umorismo. È bipolare. Non vede i refuusi.

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