PERFETTI SCONOSCIUTI

 

PERFETTI SCONOSCIUTI

Titolo: Perfetti sconosciuti Regia: Paolo Genovese. Interpreti: Kasia Smutniak, Marco Giallini, Valerio Mastandrea, Anna Foglietta, Giuseppe Battiston, Edoardo Leo, Alba Rohrwacher. Genere: Commedia. Durata: 97 min. Nazione, anno: Italia2016. Uscita: 11 febbraio 2016.

PERFETTI SCONOSCIUTI – SINOSSI E RECENSIONE

PERFETTI SCONOSCIUTI – SINOSSI

Durante una cena fra amici, la padrona di casa dice di essere convinta che tante coppie si lascerebbero se ogni partner controllasse il contenuto del cellulare della propria metà. Parte così un gioco in cui tutti dovranno mettere il proprio telefono sul tavolo e accettare di leggere sms e chat o ascoltare telefonate pubblicamente. Quello che all’inizio sembra un innocente passatempo diventa un massacro sentimentale, poiché la nostra vita è ben protetta solo nell’archivio nella nostra memoria, e non dalla SIM di uno Smartphone facilmente violabile.

PERFETTI SCONOSCIUTI – VI DICIAMO LA NOSTRA

Dopo tanti film wannabe, Paolo Genovesi si dà egregiamente alla Commedia all’Italiana riunendo intorno a un tavolo i supereroi del cinema contemporaneo nostrano: strange name Kasia Smutniak, l’insuperabile Marco Giallini, c’ho due espressioni Valerio Mastandrea, la sbirra Anna Foglietta, l’immenso Giuseppe Battiston, il giovane che avanza Edoardo Leo e Alba rottweiler in Rohrwacher. Il film, come tradizione vuole, non è troppo comico né eccessivamente drammatico, e fila con estremo piacere fra numerosi di colpi di scena e meditazioni sulla binomio CORNA/TECNOLOGIA, e su altri temi come l’amicizia, l’amore, l’ipocrisia, l’Italia contemporanea e cose da piccoli omicidi fra amici. Un film in cui il copione è fondamentale, che lavora bene sugli incastri e sugli snodi narrativi. Una commedia che vi farà spegnere lo smartphone quando entrate in sala e ve lo farà buttare quando uscite.

 

Raffaele Palumbo

Author: Raffaele Palumbo

Figlio non riconosciuto di Virginia Woolfe e Irvine Welsh, fu concepito nella peggiore toilette della Scozia la notte in cui il Muro di Berlino cadde nel Cielo Sopra Berlino. Ama scippare alle poste, fare l'aperivita fra Corso Como 10 e il Frida, trollare sul web. Dopo aver donato il fegato ai peggiori bar di Caracas si è laureato in Lettere Moderne all'Università Federico II di Kagoshima corrompendo tutti i prof. col frutto dei suoi scippi. Nella vita si occupa di tecnologia e umorismo. È bipolare. Non vede i refuusi.

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