QUI CAMION A VOI STUDIO

Da Zapping a La Zanzara, l’urticante comicità involontaria dei conduttori radiofonici d’assalto, tra insofferenza e arroganza.

In questi anni si è affermata una figura piuttosto curiosa. È il conduttore radiofonico che apre il microfono agli ascoltatori senza, tuttavia, sopportarli, cedendo quindi a insofferenze, censure e repliche piccate. Più o meno, funziona così. L’ascoltatore, motivato dalla trasmissione a intervenire, chiama, armato fino ai denti di protagonismo, indignazione, passione, curiosità, ma, spesse volte, anche di scarsa sintassi, nessun senso della sintesi e ancora minore lucidità. Dettagli, rispetto al desiderio di urlare al mondo intero la propria opinione, sull’altare del quale ha sventrato la ricarica telefonica e l’intera pausa pranzo.

Dall’altra parte, il democratico conduttore, non si sa per quale ragione, è convinto che alla sua fottuta trasmissione chiamino solo Ferruccio De Bortoli e Paolo Mieli e al primo “complimenti per la trasmissione” inizia a pentirsi di non essere diventato artificiere. “Prego, vada avanti”, viene incalzato lo sventurato camionista, con la terza elementare all’attivo, molto abile nel guidare il suo bilico tra i tornanti della Lucania, assai meno nel condurre il suo pensiero tra le curve a gomito dell’analisi logica. Il conduttore, intanto, sbarella: “faccia presto”; “e questo cosa c’entra”; “abbiamo capito, vada al dunque”.

Il povero camionista, sotto pressione, schiacciato come un sottomarino nucleare russo, arranca sempre di più: balbetta, si confonde, si dilunga, tartaglia, le sue giunture iniziano a cigolare come quelle del K-141 Kursk. La telefonata, come era facilmente prevedibile, degenera, così come la trasmissione, verso quel fondo cui contribuirà al raggiungimento la telefonata successiva. La domanda retorica, pertanto, sorge spontanea: perché? Se apri il microfono ti chiama il popolo, non la giuria del premio Nobel. Ti sta sui coglioni la gente? Ci sta. Basta tagliare la linea, magari con Forbice.

Author: Antonio Voceri

Antonio Voceri (Mantova, 1968) è un giornalista professionista - nel settore da oltre due decenni - e opera sia nella carta stampata sia in televisione e radio. Da Mantova si è trasferito a Milano, dove lavora anche oggi. E' autore di alcuni spettacoli di teatro canzone (con Alberto Patrucco) e ha all'attivo tre pubblicazioni, oltre ad aver partecipato a una serie di volumi corali. Tra questi ultimi: "Quaderni dell'Arcimatto, secondo volume", studi e testimonianze per Gianni Brera; "La mala informacion" per Sagoma. Nel cabaret muove i primi passi nel 2001, nell'ambito del progetto di satira Zelig Cult. L'ultimo suo testo in scena, scritto a quattro mani con Alberto Patrucco, è “Degni di nota”, sulle musiche di Giorgio Gaber e Georges Brassens. L’allestimento è della produzione Tieffe, la regia è di Emilio Russo e in scena ci sono Alberto Patrucco e Andrea Mirò. Di questo spettacolo sono previste, tra le altre, 12 repliche al Teatro Menotti di Milano in dicembre (http://www.vivaticket.it/index.php?nvpg%5Bevento%5D&id_show=74008).

Share This Post On