
Piantato dalla fidanzata Angela, Checco (Checco Zalone) decide di mollare il paesello delle puglie e partire. Destinazione Milano e il successo discografico. Cafoncello ma ingenuamente spontaneo, a Checco manca l'X-factor ma non la voglia di provarci, che lo porta dritto dritto in situazioni imbarazzanti, soprattutto per gli altri: la sua nuova fiamma, il di lei padre convinto leghista e il cugino omosessuale.
Cado dalle Nubi è la classica operazione di trasferimento dal cabaret televisivo al silver screen, un buon prodotto alternativo alle vanzinate e alle desicate di Natale. E in questo non c'é niente di male. Anche perché è pure il classico film che vai a vedere con gli amici senza toppe aspettative e poi finisce che ridi come un ebete anche alle battute più grevi e scontate. Se poi quel "tamarro" di Checco Zalone già ti faceva sganasciare per quei cinque minuti sul palco di Zelig, non deluderà nemmeno sulle poltroncine del multisala. Cado dalle Nubi è il culmine della parabola artistica e personale di Zalone-Medici (almeno di questo suo primo ciclo), un percorso autobiografico che vede la fusione quasi totale tra persona e personaggio e ormai è quasi impossibile capire dove finisce Luca e inizia Checco. Forse anche per lui.