
In ogni comune italiano c'è una chiesa, un municipio... e un Bar Sport, che non è solo un luogo dove bere un caffè. Fuori Bologna ce n'è uno gestito da tale Onassis (Battiston) in cui chiunque entri si imbatte nel Tennico (Bisio), chiamato così per la sua passione per il calcio. Il Bar è la quinta delle avventure del tuttofare Bovinelli (Cornacchione), il luogo dove si celebrano le conquiste - vere o presunte - del playboy (Teocoli), le imprese degli ospiti fissi quali Muzzi (Catania) e della prostituta Elvira (Roberta Lena), o di altri tragicomici episodi come quelle del motociclista Cocosecco (Bob Messini) e dell'avvocato-tifoso Della Lana (Leo Mantovani).
La domanda è sempre la stessa: meglio il film o il libro? Gareggiare con il romanzo di Stefano Benni - che viene ristampato da 35 anni - sarebbe stata un'impresa titanica anche per Stanley Kubrick. Va sottolineato che sceneggiatori e regista non hanno provato a riportare il libro nella sua interezza sullo schermo, ma sono partiti dalle sensazioni che lascia la lettura per creare un mondo reale colorato di magia. Sensazioni che sono trasmesse meravigliosamente nelle brevi sequenze animate con cui si raccontano le surreali gesta di Pozzi il ciclista o di Piva il calciatore (disegnate dal cartoonist Emiliano Tanzillo). Il regista Massimo Martelli non gira una commedia nostalgica né tenta di raccontare con piglio antropologico l'Italia di un determinato periodo storico, ma è bravo a ricostruire un bar archetipo, in cui le storie diventano leggende, le persone personaggi, e nel quale le luci dei flipper, come gli occhi degli avventori, scintillano al passaggio di due belle chiappe. Dell'umorismo di Benni restano gli elementi surreali e grotteschi; mentre il cast numeroso e di alto profilo (grandissimo Teo Teocoli) è sorretto perfettamente dalla coppia Battiston - Bisio. Certo si assiste a un livellamento verso il basso per adeguarsi ai gusti del pubblico, ma anche il botteghino vuole la sua parte, ed è meglio non perdersi questa occasione per ridere con leggerezza: il Natale, con la sua gelida ventata di trivialità umoristica, è alle porte.