
Quello dei Cantone, classica famiglia borghese di sani prinicipi morali, è uno dei pastifici più importanti del Salento. Stefania (Savino) e Vincenzo (Fantastichini), attendono il ritorno dei figli Antonio (Preziosi) e Tommaso (Scamarcio) per passare a loro il testimone e godersi finalmente la pensione. Ma le rivelazioni di Tommaso, omosessuale e aspirante scrittore, sconvolgeranno i piani dei genitori.
Ti piace vincere facile? Anche a Ozpetek, che ancora una volta sceglie di giocare la carta della rottura dei rapporti sociali generata da una dichiarazione shockante. Se con Le Fate Ignoranti poteva funzionare, con la sua satira fresca e pungente, questa volta provoca più che altro sbadigli e la trama si arena in una palude di moralismi che nel ventunesimo secolo risultano tutt'altro che attuali. Anziché fare scandalo, il regista italo-turco non fa che portare avanti il pensiero provinciale di un'italietta legata al pregiudizio e alla paura del diverso. La pellicola si salva grazie alla capacità del director di riprendere spaccati di vita famigliare intorno a una tavola imbandita, conditi da battute brillanti e giovani attori che svolgomno bene il loro compito. Un plauso soprattutto a Riccardo Scamarcio, che anziché far sognare le ragazzine questa volta stuzzica le fantasie dei giovani omosessuali grazie a una notevole capacità interpretativa. L'umorismo non serve a nascondere la visione retrograda del paese, e le "mine vaganti" del titolo, anziché minacciare la moralità italiana, potrebbero avere l'effetto contrario, ovvero perpetrare l'idea di una società xenofoba, bigotta e paternalista.