
Stanco di Hollywood, lo sceneggiatore di successo Gil si prende una vacanza a Parigi in compagnia della sua ragazza Inez, della famiglia e di amici. In cerca d'ispirazione per il suo primo romanzo, mentre passeggia da solo viene avvicinato da amichevoli sconosciuti che gli offrono un passaggio. Gil accetta e si ritrova trasportato nella Parigi degli anni Venti, un periodo che ama e idolatra a tal punto da ambientare in questo momento storico il suo romanzo.
I casi con Allen son sempre tre: ti è piaciuto molto, ti ha lasciato indifferente oppure - il più frequente - era meglio "quello prima". Beh, in questo caso quello prima meglio non lo era di certo: Incontrerai l'Uomo dei tuoi Sogni è un film insipido e in sostanza deludente, al contrario di questo Midnight in Paris che invece ha la marcia in più che qualunque amante della commedia si aspetta sempre da Woody. E infatti l'ora e mezza di visione regala una commedia romantica "soprannaturale" che riesce ad andare oltre gli schemi classici per costruire una storia piena di grazia, divertente e benedetta da inquadrature che racchiudono l'essenza di Parigi. Owen Wilson è sufficientemente credibile nei panni dello scrittore tormentato, che discorre con un Ernest Hemingway in vena di aforismi e con un Salvador Dalì in versione freak che ha la faccia di Adrien Brody. Perché alla fine è troppo facile guardare romanticamente al passato piuttosto che volgere lo sguardo a un futuro incerto. Ma sul presente, qui non ci sono dubbi: ispirata e motivata, Midnight in Paris è la migliore commedia diretta da Woody Allen da una decina d'anni a questa parte.