
George Simmons (Adam Sandler) è un celebre comedian. Fanfarone ed egocentrico, quando gli viene diagnosticato un male incurabile rimette in discussione tutta la sua esistenza e capisce di non avere mai avuto un vero amico ma solo fan. Conosce Ira Wright, un cabarettista insicuro e impacciato. Solo come lui. Tra i due nasce un rapporto che porterà entrambi verso una nuova consapevolezza.
Commedia più dolce che agra, di quelle dove piangi solo se hai una predisposizione genetica. Il protagonista è un uomo che sa di dover morire ma si è sempre consci di essere all'interno dei parametri di una commedia (l'uomo è un comico) e non del drammone. Funny People è un film ben orchestrato dal regista, che mette insieme oltre due ore e venti di pellicola, un'eternità, ma dopotutto neanche troppo indigeste. E poi fa piacere per una volta vedere Sandler non in uno dei suoi monologhi adolescenzial-demenziali ma irreggimentato in una sceneggiatura più complessa, che prima scava nei meandri delle paure umane e poi se ne tira fuori con gran sollievo di tutta la sala. Perché una risata ci salverà tutti quanti.