Dopo anni di appuntamenti a vuoto, la tenutaria di un negozio di animali Zoe decide che è stufa di aspettare invano l’uomo giusto e prende una decisione: andare in una banca del seme e diventare una ragazza madre, costi quel che costi. Ma il destino è un vero bastardo, e subito dopo l’inseminazione artificiale per puro caso Zoe incontra il formaggiaio Stan, un uomo decisamente interessante e che sembra avere tutto quello che lei ha sempre desiderato...
Vai al multisala del tuo quartiere e i 3 o 4 film che avevi in mente sono sold-out. Che fai? O torni a casa o guardi Piacere Sono un Po' Incinta. Entriamo in sala prevenuti, ma chi non lo sarebbe con un titolo così? Digerito l'uppercut (tra l'altro l'originale, The Back-up Plan, era decente) la commedia non è male come ci aspettavamo. Solo leggermente meno peggio. Innamorarsi, fidanzarsi, sposarsi, avere un figlio, ma non in quest'ordine, lo script vuole ribaltare la convenzionale sequenza cronologica degli eventi per dimostrare che il risultato finale non cambia. Ci riesce? No. La Lopez e O'Loughlin sono bravi, alcune scene sono indovinate e divertenti (il "terrificante"parto naturale) ma lo spunto, pur originale, si perde nella melassa di sentimenti lasciati a galleggiare. La wannabe zitella J-Lo mette alla prova un neo-fidanzato che dopo 15 minuti di film si ritrova futuro padre di due gemelli (non suoi) e subisce qualunque cosa pur di impalmare la madre dei figli di qualcun altro. Una storia ai confini della realtà, troppo soffice e patinata, senza neanche uno spigolo, un ceffone o un sassolino nella scarpa che dia fastidio, che ci ricordi che la vita non è mai lineare come in un film. Appunto.
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