
Tim (Rudd) è un uomo d'affari a un passo dall'ottenere la massima gratificazione professionale. Per raggiungerla, deve solamente partecipare alla cena annuale di Persone Straordinarie, organizzata dal suo boss, in compagnia della persona giusta. Tim si presenta con Barry (Carell), un tizio che fa quadri con topolini imbalsamati. Sarà lui l'ospite adatto?
Per essere cretino, Steve Carell (Notte Folle a Manhattan) lo è. Pure troppo. Le sue facce da idiota e la sua capacità di ficcarsi con assoluta disinvoltura nelle situazioni più assurde hanno fatto sbellicare dalle risate il mondo intero. In A Cena Con un Cretino non si smentisce. E poi è affiancato da Paul Rudd, con cui aveva già lavorato in 40 Anni Vergine. I due ci sanno fare, c'è poco da discutere: li metti insieme di fronte a una telecamera e fanno ridere, garantito al limone. Ma c'è un però: ovvero, il film è bello, sì, però non è La Cena dei Cretini (1998), il capolavoro francese a cui la pellicola di Jay Roach si ispira. Lì c'erano un vero bastardo e un vero imbecille, e insieme creavano un cocktail esplosivo a base di cattiveria e ironia che non lasciava scampo. Carell e Rudd sono troppo smart, il primo non ha l'aspetto grottesco dello straordinario attore che lo aveva preceduto, Jacques Villeret, e si è addirittura dovuto mettere dei dentoni posticci per sembrare un vero sfigato. Rudd dal canto suo, anche se ci mette tutta la buona volontà di questo mondo, non riesce ad avere la cattiveria di Thierry Lhermitte. Insomma, il risultato finale non riesce a reggere il confronto con la versione originale e sta in piedi solamente grazie alla verve comica dei due protagonisti. Un consiglio per chi fosse intenzionato a vedere il film e non conosce il titolo da cui trae ispirazione: non documentatevi prima di andare in sala e godetevi la commedia liberi da metri di paragone troppo pretenziosi!